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6 album per l’inverno

6 album per l'Inverno – Non Siamo Di Qui

E’ ufficialmente inverno anche se il freddo è qui già da un bel po’. Abbiamo scelto alcuni album che secondo noi rappresentano al meglio questa stagione, che ci vivono dentro.
La lista potrebbe essere ben più lunga, ma magari potremmo farne una anche per il prossimo… quindi se non trovate nulla che vi ispiri provate a ripassare tra dodici mesi.
Menzione d’onore a The Freewheelin’ Bob Dylan, ché solo guardare la copertina mette il ghiaccio addosso.

jayhawks_hollywood_town_hallThe JayhawksHollywood Town Hall (1992)

I Jayhawks vengono dal Minnesota, un posto che di per sé è difficile immaginare senza neve, ghiaccio e con una temperatura significativamente superiore allo zero. Hollywood Town Hall suona come un lungo viaggio attraverso una landa suburbana freddissima, di cittadina in cittadina, diner che servono caffè bollente e cani che si rifugiano sotto i motori delle auto appena ferme per sfuggire al nevischio misto a fango lungo i bordi della carreggiata. Nel titolo di questo album e nella sua copertina non c’è nessuna ironia: Hollywood è una cittadina 25 miglia ad ovest di Minneapolis e quella è (era) davvero la sua town hall.

fever_rayFever RayFever Ray (2009)

Notte.
Un bosco silenzioso carico di neve.
E anche imprecisati bagliori distanti.
Semmai doveste perdervi in un posto – o in una visione – del genere con il serio rischio di rimanerci, probabilmente siete solo finiti dentro il primo (e ad oggi unico) lavoro solista di Karin Dreijer Andersson, cioé il 50% dei The Knife.

sparklehorse_light_yearsSparklehorseDreamt For Light Years In The Belly Of A Mountain (2006)

Etereo eppure verissimo, si tratta dell’ultimo lascito di Mark Linkous come Sparklehorse. Pare di guardare il mondo intrappolati all’interno, un’intera stagione che se ne va lungo i vetri, con le sue temperature ed i suoi riverberi. La cavernosa title track è espressione massima di questa autoimposta e fragilissima sindrome locked-in; altrove questo album ha l’abrasività di un tentativo di spaccare tutto, ogni cosa, senza riuscire neppure a scalfirla (Ghost In The Sky).

gattociliegiacontroilgrandefreddo_itis_coverGatto Ciliegia Contro Il Grande FreddoIt Is (2000)

Certe cose d’inverno acquistano una dimensione più intima e sincera, come se il Grande Freddo imponesse di focalizzare l’attenzione all’interno, al calore di gesti e di affetti altrimenti persi in orizzonti troppo quotidiani. Una raccolta di pezzi dedicati e rivisitati, sempre, con uno stile unico. In The Persuaders Theme la sigla della serie tv Attenti a quei due è stata trasformata in una colonna sonora quasi studiata per quei momenti in cui ci si perde guardando un paesaggio.

fleet_foxesFleet FoxesFleet Foxes (2008)

E’ un classico: le chitarre acustiche e l’atmosfera corale, conviviale; i canti verso il cielo davanti ad un falò in mezzo ad una distesa ghiacciata, o una di quelle mattine congelate in cui a mala pena si riesce a tenere aperti gli occhi. Persi nei guanti e nel berretto, lana come fosse un’altra epoca, come una piccola miniatura medievale più significativa di un presepe. I Beach Boys persi una tempesta di ghiaccio, con il vin brulé al posto del gelato e dei cocktail. Il debutto dei Fleet Foxes sta lì, a metà via tra la felicità inebetita di un carillon e la fatica di spazzare via la neve dal vialetto di casa.

clem_snide_soft_spotClem SnideSoft Spot (2003)

Summer will come with Al Green and sweetened ice tea,
summer will come and be all green with the sweetness of thee.
In Soft Spot vive una dolcezza irrefrenabile, e un orlo di solitudine.
C’è il Natale, che è anche un albero un po’ raffazzonato; c’è la gioia della compagnia ed il segreto piacere nel sentirsi fuori dal mucchio; desiderio e la fatica di raggiungere la meta, o forse anche la metà. Per tutti quelli che d’inverno sognano di essere altrove, in un qualche posto in cui poter idealizzare in santa pace questa stagione meravigliosa.