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AAVV – Let It Be: Black America Sings Lennon, McCartney And Harrison

Let It Be: Black America Sings Lennon, McCartney And Harrison è la naturale prosecuzione di Come Together: Black America Sings Lennon & McCartney (2011): anche stavolta è una meravigliosa testimonianza di come la black music abbia celebrato sin dai sixties il mito dei Beatles ed include – a differenza di quella prima uscita – anche le composizioni a firma George Harrison.

O almeno questo è l’intento dichiarato della Ace Records, che però su ventidue brani riesce ad infilarne solo tre di Harrison, con il risultato che ci troviamo per le mani più che altro una scusa per espandere l’orizzonte della riscoperta.

Il che va comunque benissimo, anche perché il materiale non è sterminato il contributo del Beatle tranquillo è degno di nota: Something trasformata da Isaac Hayes in una meravigliosa suite (sulla falsariga del lavoro già fatto con Walk On By), Savoy Truffle (scelta bizzarra) infilata da Ella Fritzgerald nel 1969 sul lato b di I’Ill Never Fall In Love Again ed è da brividi l’interpretazione jazzata di Here Comes The Sun ad opera di Nina Simone; mettiamoci anche Do You Know To Know A Secret e la delicatissima orchestrazione che ne accompagna la rivisitazione di Mary Wells: è di Lennon/McCartney ma è pur sempre il debutto di Harrison come cantante.

E poi, appunto quei due. Aretha Franklin che canta Eleanor Rigby in prima persona, Arthur Conley che costringe la sezione ritmica dei Muscle Shoals Studios ad un inedito tour de force reggae per Ob-La-Di, Ob-La-Da, le Supremes che ripescano magnificamente un brano che i Fab Four avevano smesso di suonare ancor prima di avere un contratto (A World Without Love), la funerea Tomorrow Never Knows ad opera di Junior Parker e Don’t Let Me Down trasformata in puro soul di stampo seventies da Randy Crafword, così come A Hard Day’s Night di Scramin’ Jay Hawkins (rimasta chiusa in un cassetto dal 1964 fino al 1999) e Let It Be accorciata e sbatacchiata da Bill Withers meritano certamente di essere riscoperte e classificate tra i migliori tributi ai Beatles.