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As It Was

As It Was non tradisce le aspettative: il racconto della discesa agli inferi di Liam Gallagher e della sua recente resurrezione è trattato in toni vividi, realistici, apparentemente senza filtro. D’altra parte il soggetto di per sé è difficile da ingabbiare.

Si parte dalla dissoluzione degli Oasis – proprio da quella sera del 2009, con il pubblico di Parigi sbigottito all’annuncio che non ci sarebbe stato alcun concerto causa scazzo gigantesco tra i due fratelli Gallagher – e si arriva praticamente ad oggi, alle registrazioni del seguito di As You Were  (perché «sarebbe stato scortese non fare un altro album»).

È una rappresentazione corale. Oltre a Liam stesso – personaggio che ad inventarselo sarebbe impossibile: questo film lo conferma – c’è mamma Peggy, che spera ancora in una rappacificazione tra i due figli scapestrati anche perché «la vita è troppo breve»; c’è il terzo fratello Paul, ormai da un decennio a seguito di Liam («ho assistito a liti peggiori di quella di Parigi – dice – e poi era tornato tutto a posto»); c’è Bonehead, che sembra animato da una sincera amicizia («fammi un favore: metti giù il telefono perché non è divertente, è patetico», questo il suo messaggio in una nottata in cui Gallagher jr. aveva esagerato con alcol e twitter durante il suo periodo peggiore).

C’è ovviamente Debbie Gwyther, che ha un peso notevole in tutta la vita di Liam da alcuni anni a questa parte: suo il calcio in culo decisivo per farlo alzare dal divano dopo troppo tempo trascorso a non combinare nulla se non correre in giro per Hampstead Heath all’alba. È anche la sua attuale (co)manager e mette molta benzina nel motore di Liam. Nonostante il ruolo, in As It Was è una presenza costante ma discreta, appassionata, dolce. Ci sono anche Lennon e Gene, i figli avuti rispettivamente da Patsy Kensit e Nicole Appleton («le loro madri hanno fatto un ottimo lavoro, li hanno cresciuti bene. Fosse dipeso da me…», ammette il protagonista) ed a completare il quadretto familiare anche Molly, frutto della relazione con Lisa Moorish e accolta nel clan solo l’anno scorso. Il ritratto familiare che ne esce è qualcosa di inedito e del tutto fuori dall’immaginario di chi si è sempre nutrito del lato più hooligan degli Oasis.

Ma As It Was è una giusta celebrazione che riserva più di una sorpresa: Liam, per sua stessa ammissione, non è (più) così arrogante, è molto più insicuro (ed allo stesso tempo ambizioso) di quanto normalmente possa apparire. A dispetto alle tanto strombazzate collaborazioni a livello di songwritingAs You Were è farina del suo sacco – non solo dal punto di vista del carisma e della voce, ma anche a livello di creatività. Semplicemente (così si narra) servivano le persone giuste per tirarglielo fuori.

Da ultimo, anche Noel è una presenza costante nel documentario. È come la Forza in Guerre Stellari, una sorta di entità non manifesta in grado di cambiare gli equilibri, la percezione delle forze in campo, di migliorare – persino – il fratello minore che sembrava non avere possibilità.

Invece proprio in questi giorni eccoli lì, uno a flirtare con la disco con un ep in uscita il 14 giugno annunciato da diverse settimane (Black Star Dancing), l’altro che l’ha battuto sul tempo buttando fuori il nuovo singolo Shockwave.

Entrambi, abbastanza incredibilmente, hanno trovato un modo per connettersi ad una sterminata nuova generazione di ragazzi. Se c’è qualcosa che As It Was aggiunge rispetto al già eccellente Supersonic è che gli Oasis, e quindi Liam e Noel, sono qualcosa di assolutamente trans-generazionale, che si tramanda ormai di padre in figlio.

Godiamoceli così loro due, inconciliabilmente yin & yang, notte e giorno, sole e luna. E la conclusione è solo una: godiamoceli così perché sono destinati a non incontrarsi più.