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Best Of 2016 [int]

Menzione d’onore per l’ennesima ottima prova delle No Joy e dei Mogwai; per la genialità di Kendrick Lamar (che ha fatto seguito ad un capolavoro come To Pimp A Butterfly con una specie di raccolta di bozzetti), De La Soul (si può essere così perfetti dopo uno stop di 12 anni?), Aphex Twin (…) e Childish Gambino; grazie agli Suede per la loro ritrovata vena (senza doppi sensi) e ai Lambchop per la loro pioggia primaverile e incessante (dissenso in redazione su questo punto), ai Tortoise per la loro l’eleganza frammentaria.

Però l’anno passato s’è goduto ancor di più con alcune ritmiche perfette per accompagnare il (sempre peggiore) logorio della quotidianità, con cervellotiche elaborazioni di addii, con panorami futuristici ed inquietanti, con del reggae incredibile scappato fuori dal Queens, con altri abbracci dalla Grande Mela  e con un paio di dischi – i primi di questa personalissima classifica – che mi hanno fatto riscoprire la piccola gioia di imbracciare la chitarra (anche malamente, chissenefrega).

  1. Parquet Courts – Human Performance
  2. Dinosaur Jr. – Give A Glimpse Of What Yer Not
  3. Radiohead – A Moon Shaped Pool
  4. Mark Pritchard – Under The Sun
  5. Jay Daniel – Broken Knowz
  6. SavagesAdore Life
  7. Death In Vegas – Transmission
  8. Blood OrangeFreetown Sound
  9. LindstrømWindings
  10. The Frightnrs – Nothing More To Say

-P-

  1. Flyying Colours – Mindfulness
  2. Jaws – Simplicity
  3. Radiohead – A Moon Shaped Pool
  4. Devendra Banhart – Ape In Pink Marble
  5. Wild Beast – Boy King
  6. Fews – Means
  7. Men – Devil Music
  8. White Denim – Stiff
  9. A Tribe Called Quest – We Got It From Here Thank You 4 Your Service
  10. Eagulls – Ullages
  11. Bombino – Azel
  12. Daughter – Not To Disapper

– Nd-