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Best of 2011 (int)

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La tradizione vorrebbe compilassimo una classificona dei “migliori dischi del 2011“, ma non siamo così presuntuosi. Perciò ognuno di noi ha messo in fila i suoi album non-italiani preferiti dell’anno che se ne sta andando (quelli made in Italy arriveranno). Quindici a testa, tra quelli che abbiamo ascoltato perché ci pare.

Andrea

Metronomy disco dell’anno per singoli killer, scrittura sublime e legame affettivo. Wild Beasts seconda piazza per classe superiore, complessità compositiva e capacità evocativa. Black Keys terzo posto e primi fra le conferme (giusto un gradino sopra i cupi Radiohead, i manieristi Kasabian, l’estatico Bon Iver, i flanellosi Fleet Foxes e l’inafferrabile St. Vincent). Austra miglior sorpresa (appena prima dello scintillante Miles Kane, degli sguaiati Cloud Nothings, dei redivivi Strokes, dei claustrofobici Dirty Beaches e della selvaggia tUnE-yArDs). Cut Copy per chiudere l’anno smaltendo il cenone.

  1. Metronomy – The English Riviera
  2. Wild Beasts – Smother
  3. The Black Keys – El Camino
  4. Austra – Feel It Break
  5. Radiohead – The King Of Limbs
  6. Miles Kane – Colour Of The Trap
  7. Cloud Nothings – Cloud Nothings
  8. Kasabian – Velociraptor!
  9. Bon Iver – Bon Iver, Bon Iver
  10. The Strokes – Angles
  11. Fleet Foxes – Helplessness Blues
  12. Dirty Beaches – Badlands
  13. St. Vincent – Strange Mercy
  14. tUnE-yArDs – W H O K I L L
  15. Cut Copy – Zonoscope
Paolo
Gli Horrors hanno creato un album che mostra il lato migliore degli anni ’80, tanta psichedelia, tanta new wave, ma anche chitarre e fiati come piovesse. Una ricchezza visionaria. Bon Iver è un genio fragile, innevato e nervoso. I Black Keys spaccano il culo punto. Menzione speciale per J Mascis, tenerissimo e intenso, i Radiohead che si sono inventati un’altra piccola rivoluzione; i Vaccines, che colmano quella voglia di casino emozionale, Iron & Wine che ha scritto una delle canzoni più meravigliose in assoluto (Tree By The River) e i Monkeys che invecchiano, potenti e s(ard)onici. Adieu ai R.E.M., che mi mancheranno tantissimo.
  1. The Horrors – Skying
  2. Bon Iver – Bon Iver
  3. The Black Keys – El Camino
  4. Iron & Wine – Kiss Each Other Clear
  5. Arctic Monkeys – Suck It And See
  6. The Vaccines – What Did You Expect From The Vaccines?
  7. The Kills – Blood Pressure
  8. J Mascis – Several Shades Of Why
  9. The Rapture – In The Grace Of Your Love
  10. Radiohead – The King Of Limbs
  11. Miles Kane – Colour Of The Trap
  12. R.E.M. – Collapse Into Now
  13. Dum Dum Girls – Only In Dreams
  14. Tycho – Dive
  15. Lykke Li – Wounded Rhymes
Bianca
Il disco di Bon Iver mi è piaciuto tantissimo. È un primo posto di testa o di pancia? Sicuramente di pancia ma vi sfido a duello contro un pezzo come Calgary. Tre album ascoltati tantissimo? Departing, dei The Rural Alberta Advantage con Tornado ’87, ultimi giorni dedicati a El Camino in tutta la sua pienezza e molti ascolti in loop – in particolare – di Jejune Stars. Piacevolmente inaspettati? Toro Y Moi con Underneath The Pine e Washed Out.
  1. Bon Iver – Bon Iver, Bon Iver
  2. The Rural Alberta Advantage – Departing
  3. St. Vincent – Strange Mercy
  4. The Black Keys – El Camino
  5. Bright Eyes – The People’s Key
  6. Cut Copy – Zonoscope
  7. Fleet Foxes – Helplessness Blues
  8. tUnE-yArDs – W H O K I L L
  9. Toro Y Moi – Underneath The Pine
  10. Pete And The Pirates – One Thousand Pictures
  11. Lykke Li – Wounded Rhymes
  12. Washed Out – Within And Without
  13. The Decemberists – The King Is Dead
  14. Dum Dum Girls – Only In Dreams
  15. Atlas Sound – Parallax

1 comment on “Best of 2011 (int)

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