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Black Rebel Motorcycle Club – Black Rebel Motorcycle Club

Black Rebel Motorcycle ClubFlashback di più di 10 anni addietro.

All’inizio del nuovo millennio il rock’n’roll era ovunque come oggi Lady Gaga, altroché; giovani rockers spuntavano da tutte le cantine, gli Strokes (loro dalle passerelle di moda, in realtà) debuttavano con Is This It, i White Stripes producevano già ottimi dischi di blues elettrificato: era la prima ondata della new rock revolution (come diceva NME), un ritorno di fiamma segato a metà anni zero con una serie di secondi album decisamente meno convincenti.

Michael Winterbottom cercò di fare una fotografia di quei tempi con il suo 9 Songs, ma ne uscì un film ricordato solo per il sesso esplicito.

Comunque era il momento perfetto per questo trio di Los Angeles (Peter Hayes – ex Brian Jonestown Massacre -, Robert Levon Been – figlio Michael, bassista dei The Call -, e l’imprevedibile drummer Nick Jago), che aveva rubato il nome alla gang di motociclisti capeggiata da Marlon Brando ne Il Selvaggio: Black Rebel Motorcycle Club.

Questo eponimo debutto, licenziato nel 2001 dalla Virgin, resta ancora il loro miglior lavoro.

Le molte influenze dei tre sono chiare: (tra le altre) la psichedelia degli Spiritualized, l’hard rock di stampo Led Zeppelin, la foga degli Stogees, lo sferragliare incessante dei Jesus & Mary Chain.

Black Rebel Motorcycle Club è un album dalla profonda ed oscura anima garage, ma che si tinge spesso e volentieri di toni fluttuanti, di riverberi, di stereofonie claustrofobiche. Può essere scoppiettante (Spread Your Love, Whatever Happened To My Rock’n’Roll – due singoloni), e diventare improvvisamente lento, pesantissimo: un incubo lisergico (Too Real, As Sure As The Sun) e narcotico (Rifles, Salvation), in cui il minutaggio e le percezioni si dilatano a dismisura.
Ancora oggi, durante in questi 57′ minuti sembra di fare dentro/fuori da un locale sul Suset Strip: dentro un matineé ruvido e selvaggio, fuori un caldo opprimente che annebbia la vista e squaglia l’asfalto.

N.b.: Spread Your Love è tra i nostri 35 riff di basso preferiti.

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