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Burial – Subtemple / Beachfires

Nuova uscita a sorpresa, Subtemple/Beachfires conferma la volontà di Burial di non dare alcun seguito ad Untrue, dal quale ormai sono passati dieci anni.

Però il rifiuto del formato album, combinato la più o meno costante pubblicazione di questi ep, meglio rivela la sua costante ricerca di qualcosa ogni volta più estremo.

Già per definizione con Burial non è mai esistita alcuna comfort zone: il suo suono non ha mai avuto alcunché di sicuro o confortevole; anzi, che si trattasse di un beat suburbano imbottito di soul o dell’odore acre di un rave in fiamme, le sue uscite sono sempre state dominate dall’inquietudine più profonda.

Subtemple e Beachfires vanno oltre, sono loro stesse paura.

Qui Burial vira su una personalissima visione di ambient: ritmica totalmente azzerata, elementi apparentemente casuali –  echi, scricchiolii, voci spettrali, vento e passi incerti – che ci colgono nel bel mezzo di un orizzonte cieco ed incerto.

Un’esperienza di estremizzazione sensoriale, disorientante e buia: siamo ciechi ed abbandonati al nostro destino, facile da immaginare agghiacciante.

Sconvolgente pensare che ciò che distingueva Burial era proprio la sua peculiare tessitura ritmica: un elemento che nel tempo si è totalmente liquefatto – o si è tramutato in altro; se non siamo al grado zero, siamo follemente vicini.