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Burial – Young Death / Nightmarket

burial_young_deathDa Untrue in poi Burial ci ha consegnato una serie di ep, gli ultimi dei quali nel dicembre 2012 (Truant/Rough Sleeper) e dicembre 2013 (Rival Dealer): era diventata una piacevole consuetudine chiudere l’anno così, con una sorta di supernova a risucchiare tutti i precedenti 330 giorni, belli o brutti che fossero stati.

L’appuntamento è saltato per un paio d’anni, rieccoci ora con Young Death/Nightmarket, lasciato andare dopo essere stato erroneamente (?) venduto a Toronto durante il black friday (a proposito: Sonic Boom Records pare un posto meraviglioso).

Young Death si sviluppa attorno a diversi passaggi, si tratta di frammenti che alternano voci calde, ma mai così spettrali, ad un panorama in rovina su di un ritmo che piano piano decresce ed è sempre distante, quansi impecettibile in alcuni oassaggi: come il battito di un cuore, sempre presente in sottofondo ma che va spegnendosi.Nightmarket è ancora più esitante, però il ritmo dettato dai synth è scintillante (il sample è di Mike Oldfield, Return To The Origin); pare una visione distorta: lo Studio 54 che brucia, ancora colmo di gente.

Un calderone emotivo in cui si coglie la limitata immensità post industriale di certi panorami urbani nell’atto di scontrarsi con le solitudini di molti: ancora una volta Burial – abbandonati i ritmi che lui stesso aveva creato un decennio fa – intenzionalmente o meno sta rivelando molto della nostra contemporaneità, pur se con noi non pare interagire affatto, sottraendosi a tutto quanto non riguardi direttamente questi suoni.