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Drahla – Useless Coordinates

Abbiamo tenuto d’occhio i Drahla per un po’ e alla fine l’attesa è stata ben ripagata: questo loro debutto per Captured Tracks non delude, anzi spazza via alcuni dei dubbi che potevano sorgere ascoltando le loro primissime uscite.

Useless Coordinates è ben a fuoco e mostra una band praticamente fatta e finita; senza mezzi termini, le intenzioni e l’attitudine sono quelle dei Sonic Youth più giovani e tempestosi, più in generale di tutti coloro che amavano aggredire con le chitarre e confondere con il rumore – quindi vanno contati certamente anche i bordi spigolosi dei Gang Of Four (peraltro da Leeds come i Drahla) e l’approccio caotico degli X-Ray Spex.

Il suono dei Drahla è denso, affilato, un bel caos viscerale creato dagli intrecci di basso/batteria/chitarra ai quali si aggiungono innesti di sax in grado di dialogare tra le dissonanze, farsi strada tra spunti free jazz e rendere tutto molto arty, ma con notevole agilità e senza che l’amalgama generale ne esca appesantita da chissà quale elucubrazione cervellotica.

Su tutto, il cantato di Luciel Brown è convintissimo, carismatico e talmente perfetto da rendere appunto inevitabile il paragone con tutte le volte in cui Kim Gordon si gettava in avanti a testa bassa e dietro di lei Ranaldo, Moore e Shelley.

Stimulus For Living e (soprattutto) Twelve Divisions Of The Day riassumono perfettamente di cosa sono capaci i Drahla, ma nella mezz’ora di Useless Coordinates non c’è un attimo sprecato.