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ESG – Come Away With ESG

Se quel giorno del 1980 Tony Wison  – boss della Factory Records, che doveva ancora processare il lutto dei Joy Division – non si fosse trovato al nighctub Hurrah dell’Upper West Side, NY, forse le ESG non avrebbero avuto nessuna chance di influenzare molta della musica che sarebbe venuta nei decenni successivi.

Fatto sta che lì le vide per la prima e se ne innamorò; tre giorni dopo le aveva già portate nella sua Manchester a registrare (nientemeno che) con Martin Hannett.

Il risultato, l’ep ESG, conteneva un brano che sarebbe diventato un classico da street party (Moody) e un altro (UFO) che da allora è uno dei più campionati di sempre nell’hip hop (e per il quale la band non riuscì a ricevere un soldo per oltre vent’anni).

Il motivo è presto detto: le ESG (“emerald, sapphire and gold”) erano essenzialmente una family band del South Bronx (le quattro sorelle Scroggins e dall’amica Tito Libran) che suonavano questo funk iper-minimalista, asciutto, urbano, ballabile e fatto solo di groove. Esattamente il groove che serviva da combustibile al rap in quel momento decisivo.

Come Away With ESG – il loro debutto sulla lunga distanza, alla fine pubblicato nel 1983 –  non solo è un album rivelatosi straordinariamente influente (nel senso che sembra proprio di ascoltare gli LCD Soundsystem al loro grado zero), ma è tutt’oggi qualcosa di assolutamente divertente e freschissimo: una mezz’oretta senza respiro composta solo di basso, batteria, ogni tanto una linea di chitarra, voce che (quando c’è) tradisce un entusiasmo esuberante.

Dato che nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma, va anche detto che questo suono ha a sua volta un’origine ben precisa: «James Brown, il suo momento ‘take it to the bridge!’ – ha sempre raccontato Renee Scroggins – lì i fiati smettono di suonare, ci sono solo questo basso gigante e la batteria. Forse il pianoforte, ma comunque è puro funk. E mi ero sempre detta che sarebbe stato grandioso fare canzoni solo così, solo con il bridge».

Le ESG, che dopo l’uscita di Come Away With ESG rimasero a lungo ferme a causa delle vicissitudini dell’etichetta 99 Records; pur con diversi cambi di formazione sono ancora in attività, ma rimangono una specie di segreto ben custodito.