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Four Tet – New Energy

La nuova energia di Kieran Hebden pare soprattutto interiore: a discapito di quanto lascerebbe intendere il suo titolo, New Energy misura una certa distanza dal dancefloor.

Anzi, il viaggio inizia proprio dalle prime ore del mattino dopo, passate acide ed in equilibrio precario, sdraiati sul tappeto con la testa che rimbomba felice.

Se dopo i due singoli SW9 SL e Planet qualcuno aveva pensato che Four Tet potesse tornare alle architetture house di Rounds e There Is Love In You si sbagliava: quei due brani indicavano la luna, noi tutti a guardare il dito.

New Energy pare piuttosto volersi sforzare di mettere ordine ad un’opera come Morning/Evening, magari traducendola in brani con un inizio ed una fine (in altre parole: in canzoni), ma il tentativo naufraga amabilmente: questo album rimane un flusso di coscienza.

Poco conta che sia una coscienza lisergica, intorpidita, che risponde solo a memoria: i valori sono magnificamente alterati, le sensazioni sono quelle tipiche non del movimento dettato dal ritmo ma delle endorfine che entrano in circolo dopo.

Momenti alti ed esaltanti (oltre ai due brani apripista: Scientists e Daughter, quest’ultima porta per la prima volta il trip-hop di Bristol a rendersi conto di cosa è successo da vent’anni a questa parte) che si alternano a coming down potenti, e si respira sempre bene e sempre meglio.

Che Four Tet risponda solo a se stesso ormai è un dato di fatto, che abbia anche trovato mille modi diversi per rendere imprescindibile il suo groove ha del sovrumano.