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J. J. Cale – The Very Best Of J.J. Cale

J_J_Cale-The_Very_Best_Of_J_J_CaleE’ vero quel che si dice, che sapremmo poco o nulla di J.J. Cale se non fosse per Eric Clapton.
Ma la questione dovrebbe essere intesa nel senso che, senza Mr. Slowhand, probabilmente John Weldon Cale non avrebbe proprio mai avuto l’opportunità di costruirsi una (specie di) carriera.

Fu Clapton ad innamorarsi di After Midnight a tal punto da includerla nel suo debutto solista del 1970 (Eric Clapton) e portarla in classifica; fino ad allora Cale aveva inciso quella canzone (nel 1966) e poco altro, solo semplici demo: grazie alle royalties incassate poté registrare e pubblicare il suo disco di debutto Naturally (1972).

L’episodio è paradigmatico, perché il successo delle canzoni scritte da Cale è incommensurabile (una per tutte? Cocaine, ancora Clapton) mentre la sua notorietà rimane circoscritta, ancora oggi, in termini di culto o poco più nonostante si tratti di uno dei migliori chitarristi di sempre.

Dettaglio non da poco, ma Cale è sempre rimasto lontano dai riflettori; è stato uomo schivo ed essenziale proprio come la sua musica, fatta di tocchi e di toni mai scomposti: un mondo in cui non esistono foga ed opulenza, elementi spesso aggiunti dai tanti che hanno reinterpretato i suoi brani.

Ha sempre lavorato per sottrazione, nella maggior parte dei casi incidendo dischi completamente da solo; una forma di artigianato grazie alla quale si è trovato a sperimentare, cercare soluzioni e, all’esito, innovare tanto da poter vantare non solo un songwriting di livello eccelso, ma anche l’invenzione di un suono personalissimo, passato alla storia come Tulsa sound: un intarsio di blues, jazz, rockabilly, country/folk.

The Very Best Of J.J. Cale è un’ottima introduzione questa musica pura e perfetta.
Una delizia per gli amanti della sei corde, che correranno imbarazzati su e giù tra le venti tracce del disco cercando di mettersi d’accordo su quali siano le migliori (il nostro modestissimo parere? Call Me The Breeze, I’ll Make Love To You Anytime, Crazy Mama, Don’t Cry Sister, Cocaine, City Girls, Mama Don’t: ma è una scelta durissima), un rompicapo per tutti gli altri: come diavolo fa un chitarrista a farsi piacere così facilmente, come fa tutto quanto a scorrere via così liscio e allo stesso tempo profondo, come se anche il fango sugli stivali avesse una sua somma dignità?

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