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Lindstrøm & Christabelle – Real Life Is No Cool

Hans Peter Lindstrøm e Christabelle si incrociarono per la prima volta nel 2001, ma riuscirono a mettere insieme un intero album solamente molto più tardi.

Un primo singolo nel 2003, Music (In My Mind), poi un paio nel 2007 (Let’s Practice e Let It Happen); l’anno successivo Where You Go I Go Too esplose e trascinò a lungo Lindstrøm verso altri lidi.

Quando Real Life Is No Cool infine arrivò – nel gennaio del 2010 – certamente beneficiò di tutto quell’hype, ma era (ed è) tutt’altro che facile accantonarlo.

Se Where You Go I Go Too, attraverso le sue atmosfere diluite, parla soprattutto alla mente ed allo spirito, Real Life Is No Cool è roba che prende i piedi, i fianchi, le spalle. Un esercizio fisico e sbarluccicante, con la voce di Christabelle sensualissima e divertita anche quando filtrata e processata, quasi 50′ che scorrono tutte le sfaccettature possibili in uno spettro che idealmente va dalla house al synth-popLui Giorgio Moroder, lei Donna Summer: paragone pesantissimo ma rende l’idea.

E pazienza se Baby I Can’t Stop plagia Michael Jackson, è irresistibile ed è la cosa più sinceramente Michael Jackson da Black Or White. Let It Happen è una cover di Vangelis (da Earth, 1983), Never Say Never manda spezzoni del disco al contrario prima del finale quasi solenne di High & Low. Nel frattempo s’è sudato e ci si è innamorati, magari sul groove discendente di Lovesick o magari ancora prima, già sul lunghissimo flirt di sequencer di Ready For What, al minuto due e tanti saluti alla dignità.

Lindstrøm ha continuato a produrre ottimi album, ma nulla che arrivasse vicino all’uno-due cosmico di Where You Go I Go Too e Real Life Is No Cool; di Christabelle non si hanno notizie. Questo disco resta lì come un piccolo puntino, ma – per resa e intelligenza – è il miglior prodotto elettropop di quel decennio.