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The Mighty Upsetter – Kung Fu Meets The Dragon

Se per caso possedete una copia in cd di questo album pubblicato nel 1975 da Lee “Scratch” Perry (alias The Mighty Upsetter) ed i suoi fidati Upsetters, potreste aver notato che la masterizzazione non è all’altezza e finisce per aggiungere confusione ad un prodotto di per sé già assai bizzarro.

Tra tutte le cose uscite dal leggendario studio Black Ark, Kung Fu Meets The Dragon merita di essere ricordato per una (sola) ragione precisa: è uno strano ed irripetibile mondo in cui confluiscono reggae, dub e arti marziali.

Interamente strumentale, è dichiaratamente ispirato all’omonimo film di Bruce Lee del ’73 che in quel momento stava spopolando il Giamaica (in Italia: I 3 Dell’Operazione Drago), nel senso che Perry cerca di installare nella sua musica non solo l’immaginario orientale – draghi e timpani, quiete e concentrazione – ma anche il suono enfatico di quelle mosse di kung fu,  l’aria tagliata dai colpi precisi dei combattenti, le loro capriole, i loro calci rotanti e l’affanno della battaglia.

Intendiamoci: siamo comunque molto lontani dall’effetto colonna sonora di videogame, ma almeno a tratti pare che così sia solo per lo stile peculiare della produzione, annegata dietro un muro di riverberi, overdub, fruscii, bassi contratti, strani suoni gutturali; su tutto, i veri momenti di chiarezza sono dati dall’armonica di Augustus Pablo (a sceglierne una: Hold Them Kung Fu).

Una stramberia discografica, certo buona a mostrare che Perry c’era davvero rimasto sotto con il kung fu e che nella sua follia cercò di trascinarlo nelle sue ruvidezze in levare. Bruce Lee non ebbe tempo di apprezzarlo – morì poche settimane prima dell’uscita nelle sale di Enter The Dragon –  ma forse una gita nei caraibi l’avrebbe fatto volentieri; se vi capitasse di imbattervi  in questo album, non tirate dritti: garantisce una mezz’ora incredibile (letteralmente).