Dischi Featured

No Age – Snares Like A Haircut

Ascoltare un album tutto nuovo dei No Age dopo ben cinque anni dall’ultima volta (An Object, 2013) e più di dieci dalla prima (Weirdo Rippers) è una specie di sollievo: i tempi del mitico Smell sono andati, la spensieratezza arty ha dovuto fare spazio alle responsabilità di padri di famiglia e il tempo è un bastardo, vincerà lui ma di tanto in tanto c’è modo di fotterlo.

Ad esempio, appunto, buttando fuori una cosa come Snares Like A Haircut, la cui title-track è uno strumentale che scatta come una bobina inceppata su un vecchio proiettore, mandando la luce in loop, e allora tipo non avrai altro punk al di fuori di questo.

Che è curioso, affilato, etereo e adrenalinico allo stesso tempo; è fulmineo come una coltellata ma non c’è assolutamente nessun motivo per cui Randall & Spunt dovrebbero ritrarsi anziché affondare ancor di più nella carne viva.

Hanno fatto un disco di canzoni (non era tanto scontato) e don’t matter where you’ve been / you all look just quite like the same, dicono loro in apertura (Cruise Control), e che poi si tratti di usare le stesse armi dei Ramones o sghembi archibugi con la stessa vena do-it-yourself dei Pavement poco importa, schizzano via ad un ritmo folle e per 40′ ogni volta non esiste altro.

Neppure quando sembrano ascendere al cielo sferragliando nell’altro strumentale del disco (Third Grade Rave): è solo una pausa incasinata e scalciante, poco più di un miraggio prima della doppietta finale, cioè gli unici episodi in cui i No Age effettivamente rallentano ma poco importa; fin lì Snares Like A Haircut è come viaggiare a velocità folle – e follemente consapevoli – su una strada accidentata dritti verso il vuoto, quella piccola pausa è solo un attimo di eccitata esitazione sul baratro, Squashed e Primitive Plus sono la caduta libera, la leggerezza e la brusca fine.