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Non Voglio Che Clara – Superspleen Vol.1

C’è un tempo per lottare,
e un altro dove tutto passerà.

Superspleen Vol.1 – il ritorno dei Non Voglio Che Clara a sei anni dall’ultimo L’Amore Finché Dura – è un album folgorante.

Porta con sé un peso emotivo notevole, ma la sua immediatezza e la sua produzione scintillante rendono più facili cose che altrimenti non lo sarebbero affatto.

Ed è un elenco lungo, considerato che la prospettiva è quella dell’età adulta e disillusa, che però non ha dimenticato nulla e si trova a fare i conti (o vuole farli a tutti i costi, con una certa tendenza masochista) con tutto ciò che il tempo ha diluito, o che ora riporta indietro come risacca: polaroid sbiadite dei vent’anni, ricordi di vacanze leggere e di notti estive speranzose, quei primi tentativi (andati a male) di costruirsi un nido adulto con la barba ancora di un nero pieno e gli occhi gonfi di gioia incerta.

Ma non ci sono particolari rimpianti nelle parole e nella voce di Fabio Del Min, solo l’amarezza tipica di chi è ormai cresciuto ed ha cambiato molte prospettive.

A voler trovare a tutti costi qualcosa che non va in questo ultimo capitolo dei Non Voglio Che Clara, è che la produzione ultra levigata – la stessa che la rende leggero e agile – finisce per rendere tutto molto uniforme e ogni tanto tarpa le ali a certi spunti strumentali che avrebbero meritato maggior evidenza (su tutti: le chitarre ed il basso di San Lorenzo).

Ma non è questo il punto, davvero.

Il punto è che se andate per i quaranta Superspleen Vol.1 probabilmente vi farà almeno un po’ male: riporta la mente ed il cuore ad un tempo in cui ogni scelta era figlia di una leggerezza oggi sconosciuta ed in cui ogni cosa, comunque, sembrava meno definitiva. Un tempo meraviglioso in cui si viveva di slancio.