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Nouvelle Vague – Curiosities

Curiosities è una raccolta di roba che finora i Nouvelle Vague avevano preferito lasciare nel cassetto.

Potrebbe significare che non hanno più granché da dire/dare, certamente è la conferma che avrebbero fatto meglio a continuare a sfogare la loro creatività rielaborando brani di altri piuttosto che scriverne di loro (I Could Be Happy, 2016, era fatto per metà di originali assolutamente cestinabili).

Gli album dei Nouvelle Vague sono sempre stati un’ottima occasione per guardare le cose da una prospettiva diversa o riscoprire brani (non necessariamente classici) dimenticati; Curiosities non fa eccezione, anzi: bisogna tornare al loro debutto (ormai datato 2004) o a Bande À Part (2006) per trovarli tanto vitali e rivitalizzanti.

Nelle loro mani Brass In Pocket (Pretenders) vive di una nuova, lentissima sensualità; Sweet Dreams (Eurythmics) potrebbe essere facilmente collocata nei Caraibi in una leggenda imprecisata; l’ossessività di Ghost Rider (Suicide) si fonda sull’esasperazione e non più sulla ripetizione; Blank Generation (Richard Hell) è un incredibile jazz anni ’30; Sex Beat (Gun Club) è un sambodromo privato. Don’t You Want Me (Human League) ha finalmente un arrangiamento che sopravviverà alla prova del tempo e lo stesso può dirsi di Under The Flag – originale del tutto inascoltabile dello sperduto Fad Gadget – qui resuscitata in versione country & western.

E poi chi si era mai accorto che My Girl degli Specials fosse una (così) grande canzone? Chi si ricordava dei Passions e della loro I’m In Love With A German Film Star? Correte ad ascoltare il loro Thirty Thousand Feet Over China!

Insomma: se questo è il fondo del barile era giusto che uscisse, anche prima.