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Paul Weller – Days Of Speed

«Cercare di registrare un concerto è estremamente difficile. – dice il Modfather nelle note di questo disco – Oltre le difficoltà tecniche (acustiche diverse, feedback, ecc..) c’è il problema di riuscire a catturare quegli attimi in cui l’aria diventa elettrica. La vibrazione. Il momento. Il punto in cui tu e il tuo pubblico diventate una cosa sola e portate l’atmosfera (e la musica) da un’altra parte»

Ecco: Days Of Speed riesce proprio in questa sfida nella quale, forse, il risultato pieno è sempre un’approssimazione per difetto.

Pubblicato nell’ottobre 2001, raccoglie i migliori momenti del tour elettroacustico in cui Paul Weller s’imbarcò tra il marzo e il luglio dello stesso anno: solo lui, il suo pubblico, la chitarra e le sue bowling shoes.

Ci sono altri dischi dal vivo di Weller, alcuni adrenalinici (come Catch-Flame!), altri che racchiudono molte chicche (l’enorme Weller At The BBC), altri ancora un po’ buttati lì (Live Wood), ma è Days Of Speed (che ruba il titolo da un verso dell’immortale That’s Entertainment) che racchiude davvero l’essenza del suo sterminato canzoniere e del suo essere considerato, da più parti e senza sopravvalutazione alcuna, uno dei migliori songwriters di sempre.

In questa lunga epopea solitaria per i palchi d’Europa, all’indomani della pubblicazione di Heliocentric (2000) e poco prima di dare alle stampe Illumination (2002), il Modfather riscopre il gusto primordiale dell’essenzialità: i suoi classici di solista (da Wild Wood a You Do Something To Me, passando per Out Of The Sinking) vengono riletti come fossero immense campfire songs, gli anni che furono, invece, snocciolati con la leggerezza dei grandi e l’intimità delle grandi occasioni (Town Called Malice – che qui viene direttamente dal Velvet di Rimini – , Headstart For Happiness, ma anche chicche come Down In The Seine o English Rose).

Insomma, deve essere stato un gran bello spettacolo per chi c’era e che peccato non esserci stati; ma ascoltare Days Of Speed compensa almeno un po’.

2 comments on “Paul Weller – Days Of Speed

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