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Paul Weller – Other Aspects Live At The Royal Festival Hall

Ogni album dal vivo pubblicato da Paul Weller scandisce un momento particolare della sua vita artistica: Live Wood fotografa il Modfather smanioso di rivendicare un proprio ruolo nell’effervescente scena britannica della prima metà degli anni ’90; Days Of Speed è un viaggio acustico, solitario e spoglio attraverso l’Europa a chiusura del millennio;  Catch-Flame! simboleggia la rinascita indomita e straripante degli anni zero.

Con Other Aspects Weller porta sul palco soprattutto True Meanings, cioè il disco più quieto e malinconico della sua carriera.

Con la sua band in grande spolvero ed un’intera orchestra, i brani del suo ultimo lavoro rimangono ciò che già erano: meditabonde composizioni che indagano lo scorrere del tempo, l’esistenza ed il suo significato recondito; quelle che già convincevano su True Meanings (Mayfly, Movin On, White Horses, The Soul Serchers, Gravity) risplendono, quelle che sembravano arrancare (Aspects, Books, May Love Travel With You, What Would He Say?) non beneficiano più di tanto di questo suono sontuoso, anche se trasudano di passione.

Altrove, Weller attinge a quella parte del suo canzoniere perfetta per l’occasione: oltre all’immortale Wild Wood ed all’onnipresente You Do Something To Me (unica concessione a Stanley Road), a Long, Long Road e Hopper (da A Kind Revolution), in Other Aspects fanno la loro comparsa brani dimenticati come One Bright Star e Where’er Ye Go (da 22 Dreams), Country (da Wild Wood) e alcune delle suggestioni jazzate dell’esordio solista (Strange Museum, Amongst Butterflies).

Gli album più strani ed affascinanti non sono rappresentati (Wake Up The Nation, Saturns Pattern, Sonik Kicks) e il tentativo di vestire d’orchestra qualcosa di inaspettato è affidato a tre episodi dal repertorio dei Jam: Private Hell, Tales From The Riverbank e Boy About Town, che – smussato ogni spigolo – rimangono a testimoniare l’incredibile vena compositiva del giovane Weller e non perdono un millimetro del loro significato.

Meravigliosa – e perfettamente calata nel contesto – Have You Ever Had It Blue dal periodo Style Council.

Probabilmente Other Aspects chiude un altro capitolo del percorso di Paul Weller: il prossimo album, del quale si vocifera da tempo, verosimilmente si allontanerà da questo mood esistenzialista. Un giorno riguarderemo il tutto e troveremo qui, in True Meanings ed in questo live che ne è la naturale prosecuzione, i suoi sessant’anni.