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Peter Bjorn And John – Darker Days

Young Folks merita una menzione in ogni dissertazione dell’hipsterismo degli anni zero che si rispetti e a prescindere, da qualunque lato la si guardi, in ogni lista delle migliori popsong del decennio scorso.

Era il 2007, poteva finire lì ma da allora Peter Bjorn And John di cose interessanti ne hanno messe in fila parecchie, non fa eccezione quest’ultimo Darker Days.

Loro spiegano che il titolo non ha tanto a che fare con questi tempi di merda quanto con il fatto fisico di trovarsi spesso immersi, per ragioni geografiche, in una semi oscurità straniante: è quello il brodo primordiale in cui il loro meraviglioso pop old school (cioè, a dispetto di tutto, fatto di chitarre/basso/batteria e zero glamour) è cresciuto ed ha piantato solide radici, spesso sfociando in melodie solari e cristalline a dispetto di tutto.

In Darker Days questi momenti irresistibili sono almeno tre – One For The Team, Every Other Night e Gut Feeling – e stanno tutti lì appiccicati a far pensare che se fossero stati meglio distribuiti nella tracklist la nostra percezione di questo album sarebbe ancora migliore.

Oggettivamente è l’unico appunto che si può muovere a Peter Bjorn And John perché comunque gira tutto a meraviglia, con il ritmo che non si placa mai davvero fino alla lunga, conclusiva  Heaven And Hell: è qui che i tre riescono a trasmettere qualcosa che non è euforia ma quella straniante sensazione di passare, barcollanti, dall’oscurità alla piena luce, da tempi bui alla speranza, con infinita dolcezza mano nella mano.