Dischi

Piet Mondrian – Misantropicana

Quando si lavora in una radio, uno dei compiti più impegnativi e allo stesso tempo stimolanti è ricevere cd ed mp3 di artisti emeregenti.

Con il tempo il numero delle proposte aumenta esponenzialmente, con una crescita inversamente proporzionale della loro qualità. Sempre meno si ascoltano idee nuove ed è spesso più facile stupirsi della presunzione di chi pensa di aver realizzato qualcosa di meritevole, piuttosto che della qualità della musica ricevuta. Estremamente raro che artisti trasmessi e valorizzati dal tuo lavoro riemergano supportati da un’etichetta di valore.

Questo invece mi è capitato con i Piet Mondrian e il loro esordio Misantropicana.

Ebbi il piacere di conoscere l’opera strampalata e visionaria del duo toscano con Ci Diamo Allo Sperimentale?. Otto brani datati 2008, dei quali mi colpirono da subito l’ironia, la libertà e i tanti piccoli particolari che ne caratterizzavano i numeri strati.

Un disco fatto con poche risorse, tanta fantasia e voglia di sperimentare, dichiaratamente casalingo ma già illuminante. Ho trasmesso Report 1 decine di volte, anche a distanza di tempo.

Proprio questo brano, unitamente a Lascia Perdere, è il legame con l’esordio per Urtovox di Michele Baldini (voce, chitarre, programmazione elettronica, kazoo) e Caterina Polidori (voce, batteria, tastiere).

Le tracce questa volta sono tredici, il booklet, come nel demo opera di Caterina, meno minimalista e impreziosito dalla copertina di Sara Bandini. Immutati l’atteggiamento sarcastico e lo spirito lo-fi, il variare dei generi, il largo uso di campionamenti e citazioni, l’alternarsi di pezzi tirati e brani più riflessivi.

Esempio concreto la trascinante Apocalippo, caustica invettiva socio-politica (“ci sono cose per cui vale la pena vivere/ed il sesso non è una di queste/il sesso ci riproduce ed è un male/soprattutto se uno è cattolico“).

Visti di recente live all’Emprio Malkovich, giocano forse un po’ troppo con la timidezza e la loro toscanità, ma si fanno ascoltare con piacere.


03 – Apocalippo by Piet Mondrian

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