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Primal Scream – XTRMNTR

Con XTRMNTR i Primal Scream riuscirono in un colpo solo a mettere una pietra tombale sui ’90 e sputare in faccia al nuovo millennio.

L’anno 2000 era scoccato da 31 giorni appena, loro già profetizzavano il caos ed incitavano alla rivolta (NO CIVIL DISOBEDIENCE!) attraverso un album fragoroso, violento, assemblato come un puzzle schizofrenico, con un suono enorme ed un mood apocalittico capace di succhiare via tutto l’ottimismo ed i buoni sentimenti dalla scena rave che avevano stilizzato dieci anni prima in Screamadelica.

In tempi molto più recenti, Bobby Gillespie si è stupito non poco dell’interpretazione politica che fu data XTRMNTR al momento della sua pubblicazione – secondo lui dovuta più che altro ad «interviste rock’n’roll, in cui tante cose devono essere dette per attirare un po’ di attenzione» – ed ha spiegato che questo disco sarebbe prima di tutto una reazione alla drug culture in cui si trovarono invischiati e che stava facendo a pezzi le loro vite.

Difficile crederci fino in fondo, ancora più difficile credere allo stupore di Gillespie. Certo andrebbe fatta una sottile distinzione: più che con la politica in senso stretto, XTRMNTR ha a che fare con un certo vivere sociale in coordinate temporali ben precise.

Un paragone veloce ed efficace può essere tracciato con Let It Bleed dei Rolling Stones, perché entrambe le opere colgono una tensione (tanto nel senso di contrasto che nel senso di tendere, in questi casi verso il cambiamento) che non ha un unico elemento scatenante, ma che è trait d’union di molteplici eventi. Let It Bleed è la fine degli anni ’60 – del sogno hippie, di un momento in cui tutto sembrava facile o comunque possibile – XTRMNTR chiude un intero secolo già bello incasinato e nel corso del quale, per di più, il tempo ha finito per accelerare, le distanze per ridursi infinitamente e la ricchezza per salire sempre più in alto.

In questo, XTRMNTR è frutto della stessa ansia che anima KID A: la globalizzazione e l’acuirsi delle disparità sociali, la Dottrina della comunità internazionale di Tony Blair, le proteste violente al WTO Meeting di Seattle nel 1999, le idee di No Logo, il sipario che cala sulla presidenza Clinton, il baco del millennio ed il fatto – più simbolico che altro, ma non proprio trascurabile – che di lì a breve ci si sarebbe svegliati in un nuovo millennio.

I Radiohead – dalla placida e letteraria Oxford – sublimarono tutto, ne fecero astrazione; i Primal Scream – nati e cresciuti tra i cocci e i vetri rotti di Glasgow – suonarono l’allarme, incitarono a reagire ed opposero loro stessi caos al caos.

In molti misero le mani su XTRMNTR, che fu anche l’ultimo album pubblicato dalla Creation: l’incubo free-jazz / electro di Blood Money e Keep Your Dreams (unico momento tranquillopersino dolce – di tutto l’album, «un brano sull’importanza di tenersi strette le persone alle quali si tiene di più») furono registrate con Adrian Sherwood ed affidate alla sensibilità di David Holmes; il terrificante groove techno di Swastika Eyes sta in due mix diversi, quello di Jagz Kooner e quello dei Chemical Brothers; Kevin Shields – a quel punto un membro dei Primal Scream a tutti gli effetti – trasformò If They Move Kill ‘Em (da Vanishing Point) in un labirinto di suoni saturi ed allucinati e Shoot Speed/Kill Light in un krautrock sonico e dilaniante; Dan The Automator scelse cosa tenere di Pills, che finì lontanissima da come concepita (la si può rintracciare solo su PRML SCRM Live In Japan).

Il resto lo fece il fidatissimo Brendan Lynch  (in particolare la produzione di tre brani chiave come Kill All Hippies, Exterminator e Accelerator – quest’ultima la cosa più MC5 dagli MC5 stessi), da qualche parte c’è anche Bernard Sumner e, su tutto, il basso di Mani inventa ritmiche nervosissime e stordenti.

Un assalto sonoro senza pari e, con buona pace di Gillespie, viene difficile ignorare che col senno di poi questa musica tanto tumultuosa (oltretutto incartata in un artwork a dir poco bellicoso) ha predetto molto di quello che sarebbe accaduto dopo la sua pubblicazione e fino ai giorni nostri: il G8 di Genova e quello di Porto Alegre, l’11 settembre, la guerra in Afghanistan ed in Iran, la seconda intifada, le bombe di Londra e Madrid, la primavera araba, la crisi economica globale, il climate change e le sue avvisaglie mortali.

Gli ultimi vent’anni non sono stati esattamente una passeggiata: a conti fatti, l’unica paura davvero superata da quando i Primal Scream lavorarono a XTRMNTR è quella del millenium bug.