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R.E.M. – Accelerate

«Se facciamo un altro disco di merda è finita», questo si dissero Mills, Buck e Stipe guardandosi negli occhi prima di iniziare a lavorare al quattordicesimo album della loro carriera; il riferimento era al precedente Around The Sun, del quale non erano mai stati soddisfatti, aveva deluso la critica e soprattutto i fan.

L’approccio stavolta fu quello di fare le cose nel modo più veloce ed efficace; mentre i nuovi brani prendevano vita, i R.E.M. pensarono bene di testarli anche dal vivo, per capire se la direzione fosse quella giusta e per metterli a confronto con il resto del loro catalogo (quei concerti di Dublino divennero, nel 2009, Live At The Olympia); poi fecero salire a bordo un produttore di grido come Jacknife Lee, su diretta raccomandazione degli U2, e registrarono in venti giorni scarsi.

Accelerate è una mezz’ora di musica che riesce ad annullare le distanze tra i R.E.M. degli esordi e quelli degli anni zero; anzi, Stipe & co. qui suonano come mai prima, perché il country/folk che impregnava alcuni passaggi dei loro anni alla I.R.S. è quasi impercettibile, il jingle-jangle della chitarra di Buck è più quello dei Replacements e (soprattutto) non avevano mai messo tanta furia e veemenza in una singola uscita (a confronto, Monster è assai annacquato).

E’ un album concretissimo, che parte forte con Living Well Is The Best Revenge – una perfetta dichiarazione d’intenti – prosegue furioso con Man-Sized Wreath, che ha un riff che è una chiamata alle armi, sfoga subito in un primo apice, il gioiello punk-pop Supernatural Superserious e  in Hollow Man fa solo finta di rallentare : un’apertura decisamente all’altezza dei momenti migliori, sono passati poco più di 10′ o forse nemmeno.

E anche quando vira verso il mid-tempo – in episodi come Houston, Until The Day Is Done Sing For The Submarine (l’ultima prima di chiudere con una scheggia glam come I’m Gonna Dj) – Accelerate è animato da un pragmatismo che sembrava ormai perduto.

Chi c’era ed ha memoria abbastanza lunga, potrà perfettamente intuire da cosa i R.E.M. abbiano pescato per darsi una decisa lucidata: come vent’anni addietro avevano partorito almeno un paio di capolavori vomitando (certo, nel loro modo prevalentemente esistenzialista) sulle politiche di Regan (Document, Lifes Rich Pageant), Accelerate (2008) è scritto, concepito e registrato nel bel mezzo dell’amministrazione di George W. Bush, tra guerre preventive, crack finanziari, disastri naturali apparentemente inarginabili.

Tra la fine degli anni zero ed il decennio immediatamente successivo, la verve che i R.E.M. ritrovarono producendo Accelerate renderà ancora più dolorosa la scelta di abbandonare per sempre la scena.