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Red Hot Chili Peppers – Freaky Styley

red_hot_chili_peppers_-_freaky_styley_-_frontCuriosità: i primi due album dei Red Hot Chili Peppers sono stati prodotti, rispettivamente, nientemeno che da Andy Gill  e da George Clinton.
Al primo si deve il suono angolare delle chitarre dei Gang Of Four, il secondo è il re indiscusso del funk.

Ma mentre le session con Andy Gill furono un disastro e non scattò mai il necessario feeling, con Clinton i Chili Peppers andarono a nozze, anche per quanto riguarda gli stravizi (leggenda vuole che quegli stonatissimi «look at that turtle go, bro» su Yertle The Turtle siano opera dello spacciatore preferito di Clinton, che si aggirava tutto il giorno per lo studio cercando di riscuotere quanto dovuto per… i rifornimenti).

Registrato a Detroit con Hillel Slovak alla chitarra (che aveva lasciato i RHCP prima del debutto discografico per dedicarsi ad un’altra band, rimasta nell’oblio), Freaky Styley, pubblicato nel 1985, è funk (quasi) puro: qualcosa di unico nella discografia dei Chili Peppers.

E’ un’orgia di fiati, ritmi spezzati e sporchissimi in cui la voce di Kiedis ha molto più a che fare con le ritmiche hip hop che con qualsiasi altro stile.
Anche se la formazione cambierà di lì a poco, i tratti distintivi dei RHCP ci sono tutti; c’è, una spanna sopra il resto, il basso indiavolato di Flea: è lui il motore, il principale artefice del tessuto ritmico su cui gli altri si muovono. E’ merito suo se Freaky Styely rimane la testimonianza imprescindibile di una band all’epoca freschissima e già visionaria.

All’orecchio di oggi pare per molti tratti un fragore iperattivo abnorme, ma la leggenda dei RHCP parte esattamente da qui.

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