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Reinhard Kleist – Cash, I See A Darkness

Cash – I See A Darkness è una graphic novel del 2006 firmata dal fumettista tedesco Reinhard Kleist, pubblicata una prima volta in Italia nel 2007 e di nuovo edita qualche giorno fa da Bao Publishing.

Se le nuove generazioni hanno conosciuto la storia di Johnny Cash soprattutto attraverso il film Walk The Line (riuscito e addirittura straordinario per l’intensità della folle performance di Joaquin Phoenix), questo racconto mette in luce alcuni aspetti più comunemente trascurati.

cash_i_see_A_darknessCome il film, parte tutto da Folsom e non potrebbe essere altrimenti; ma in I See A Darkness il flashback è affidato ad un detenuto, Glen Sherley, autore – lì in carcere – di un brano recapitato a Cash poco prima di quel leggendario concerto ed eseguito in coda a quell’esibizione: Greystone Chanel.

Diventa qui l’emblema della speranza e della libertà, ma anche – ricorda Kleist, svelando l’epilogo di questo episodio del tutto omesso in Walk The Line – del caro prezzo che comportano.

L’autore arriva ad illustrare alcuni dei brani più significativi dell’Uomo In Nero (strepitose Cocaine Blues, A Boy Named Sue, The Ballad Of Ira Hayes), riuscendo a far trasudare da queste pagine bianche e nere le molte sfaccettature dell’esistenza di Johnny Cash: l’amore febbrile, l’attaccamento alla Patria – all’apparenza non messo in discussione dalle guerre dell’epoca – il suo continuo vestirsi e vivere delle storie narrate, ma anche certe intuizioni che anticiparono i tempi («e poi sto preparando una specie di opera country, canzoni di detenuti, minatori, tagliaboschi, indiani, medici di campagna: insomma, la vera America. L’album è tenuto insieme dall’idea di un treno che attraversa il paese, è il mio treno… “Ride This Train”, diavolo!»), l’infanzia faticosa e il mai sopito istinto autodistruttivo (compreso l’episodio della Nickajack Cave, di recente evocato da Renzo Stefanel nel suo Sesso, Droga E Calci In Bocca – Storie Del Rock Maledetto).

Insomma c’è tutto – compresi Elvis, Bob Dylan, Carl Perkins, ovviamente June Carter – ed è bellissimo, fino al finale che svolta da rassegnato ad epico in un attimo.

E vista l’arte di Reinhard Kleist, questo volume è consigliato a prescindere dal fatto che Cash e/o le graphic novel siano il vostro pane quotidiano.

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