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Renzo Stefanel – Ancora Sesso, Droga E Calci In Bocca

Fu lì e in quella settimana che avvenne. Fu lei (pare) a prendere l’iniziativa che li portò a conoscersi biblicamente contro il muro del backstage del Fillmore. Nessuno li vide, e d’altronde per certe cose un po’ di privacy non guasta. Ma diversi membri delle due band assicurano che il match è stato effettivamente giocato. Come fanno a saperlo? Semplice: Janis in fatto di sesso, oltre che ad essere aggressiva, affamata ed insaziabile, era molto rumorosa. Il fotografo Bob Seidemann, che scattò la famosa foto di Janis nuda, ha affermato che fare sesso con lei era “una cosa feroce”. Per cui possiamo credere a chi non ha visto ma solo sentito.

L’episodio dell’incontro carnale tra Jimi Hendrix e Janis Joplin è in qualche modo paradigmatico di Ancora Sesso, Droga E Calci In Bocca: rispetto al suo predecessore Sesso, Droga E Calci In Bocca, leggendo questo seguito si ha più volte la sensazione di lasciare la mitologia del rock’n’roll e passare al gossip.

Certo, salvo il fatto che al tempo della maggior parte degli episodi raccontati il termine “gossip” in sé non esisteva e che comunque qui i protagonisti sono Mick Jagger (con i suoi divertissement omosessuali), Jim Morrison (con le sue declinazioni alcoliche), la premiata ditta Rod Stewart e Ronnie Wood (e le loro fisse.. ginecologiche), Elvis Presley (più o meno per qualunque cosa), Bob Dylan (non estraneo al fascino di certe sostanze, ma è storia nota), l’immancabile Keith Richards e via così: nessuno di insignificante come al giorno d’oggi.

Ma Renzo Stefanel giura che è tutto così, se non vero è verificato da/con più fonti e se non vi fidate, o se siete curiosi, lui stesso invita chi legge a scrivergli una mail per sapere da dove ha attinto.

La sensazione, comunque, rimane perché – in generale – Ancora Sesso E Calci In Bocca pare non concentrarsi su gesta gloriose ma su umane debolezze, su vizi e vizietti che in qualche modo smitizzano quegli artisti; insomma, in questo libro la cosa più inarrivabile – a parte la stordita  grandeur in cui sguazzava Elvis – sembra essere la dimensione del cazzo di Jimi. E già la conoscevamo.

O forse boh, è semplicemente tutto tanto assurdo, effimero e perso nella memoria di un mondo ormai antichissimo che si fa comunque fatica a credere si tratti della verità.