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Skee Mask – Compro

Che meraviglia questo secondo album del producer tedesco Bryan Müller alias Skee Mask, che prende la meglio propulsione ritmica degli anni ’90 e la fa letteralmente librare in volo su una nuvola ambient, spesso lanciando il tutto a velocità supersonica.

In Compro (fresco di stampa per la Ilian Tape), jungle,  breakbeat, techno e dum&bass smettono di stare sul dancefloor ed esistono solo in quanto unici elementi di concretezza di un landscape altrimenti evanescente.

Ci vuole un po’, perché i primi passi (Cerroverb, Session Add, Rev 1867) sono anche i più rarefatti: una sorta di risveglio confuso e chissà dove, dai contorni smangiucchiati, con i battiti che man mano si infittiscono (poco conta se quelli del cuore o i beat, qui non c’è assolutamente nessuna differenza).

Quando si arriva a 50 Euro To Break Boost il piano di Skee Mask si rivela finalmente nella sua interezza: pare di ascoltare i Prodigy narcotizzati da Brian Eno e presi a calci da Burial; e via via, tra le aperture digitali di Via Sub Mids, gli incroci quasi ieratici di Soundboy Ext. e dopo la claustrofobia di Dial 274, in quel momento Compro prende una curva assai smooth. Ma VLI è solo il lungo e morbido preludio all’apice, perché appena dietro l’angolo Flyby VFR è la pietra angolare di tutta l’architettura di questo album: impossibile collocarla in terra o cielo, è terra e cielo, sta nel mezzo, piantata con bassi radicati e lo sguardo rivolto verso l’alto, fluttuando in estatica apnea per oltre per oltre 5′.

Potrebbe chiudersi tutto lì, invece Compro va avanti a scavare fino a risolversi in una sola opzione: ripetere tutto dall’inizio.