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Tennis – Cape Dory

Neanche il tempo di premere play che Cape Dory già si candida ad un primato poco ambito: quello di avere uno degli artwork più brutti del 2011. Non vincerà, perché in ogni caso strappa più di un sorriso (e perché al peggio non c’è limite, ovviamente).

Sicuramente però, possiamo già dirlo, è il miglior album fuori stagione dell’anno.
Far uscire a gennaio un disco del genere, concepito da due coniugi (Patrick Riley e Alaina Moore) durante un viaggio in barca (la Cape Dory del titolo, appunto) durato sette mesi lungo la East Coast americana e infarcito delle melodie più estive che possiate immaginare, è paradigma di certe stramberie indie dei nostri tempi.

Però.. funziona nei lenti più languidi, funziona nei motivetti retrò più scatenati e nostalgici (Marathon, Seafarer e Take Me Somewhere, vere gemme del disco). Chitarrine squillanti, produzione scarna, strambi racconti del viaggio per mare, coretti che più orecchiabili non si può. Funziona anche perché i Tennis tengono tutto racchiuso in meno di mezz’ora, e al massimo in poco più di 3 minuti, come da sacro manuale del pop da spiaggia(ti).
Insomma, diciamolo: in inverno certe cose hanno l’indiscutibilme merito di far sognare ad ochi aperti.

Tennis – Take Me Somewhere

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