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The Flaming Lips – Embryonic

flaming_lips_embryonicIncredibile, ma esiste un oltre anche per i Flaming Lips. Una soglia oltre la quali non si erano mai spinti, un orizzonte che ancora non avevano del tutto esplorato.

E stiamo parlando della band che ha concepito e pubblicato Zaireeka.

Embryonic parte con una chitarra (?) acidissima (Convinced Of The Hex), dispiegata tra scricchiolii metafisici, ritmi tritati, riaffettati e folli, e si chiude oltre 70′ dopo sulle note di Watching The Planets: ritmica, percussiva, ossessiva, ancora acidissima, ancora con quelle percussioni che grattano come se l’impianto fosse rotto.
Sono probabilmente i due brani più orecchiabili, due grosse parentesi che racchiudono un viaggione che si snocciola tra nomi di pianeti, ospiti (Karen O degli Yeah Yeah Yeahs, che registra I Can Be A Frog al telefono, o così pare), euforie dissonanti ed improvvise (Aquarius Sabotage), sballatissime pesantezze percussive (Worm Mountain, in compagnia degli MGMT,See The Leaves) e gocce di quiete quasi insperata e surreale (If).

E’ un ascolto pesantissimo, difficile se vogliamo, un attacco al cuore del suono e dei nostri nervi. I Lips smettono di viaggiare nel cosmo, di frugare (anche involontariamente) nella psiche umana, di porre domande alte e atterrano – o meglio, si schiantano – al suolo, creando musica con ogni cosa e aggeggio che capiti a tiro.

Embryonic è frutto di una sperimentazione tremendamente concreta, rumorosa, istintuale.
E’ il paradigma dei Flaming Lips del secondo decennio del nuovo millennio: quelli che tirano in ballo altri nel loro progetto, che si sporcano le mani e ci riempiono le orecchie con il rumore, danzando dentro una free form che è libertà di testa ancora prima che artistica.

E infatti questo disco, uscito nel 2009, non avrà un vero e proprio seguito fino al 2013. O meglio, il seguito di Embryonic è fatto di una serie di briciole che portano fino a The Terror, squarci di pura follia/utopia come canzoni che durano 24 ore racchiuse in teschi, dischi corali (The Flaming Lips & Heady Fwends), o vinili coloratissimi creati artigianalmente, nudi hippie e brillantina, twitter che diventa un continuo streaming di follia, incontri, viaggi, sessioni di registrazione di qualunque cosa (persino una leggendaria – nel senso che al momento in cui scriviamo ancora non si capisce se sia vero o no – rivisitazione integrale del debutto degli Stone Roses).

Una schizofrenia a cui è difficile stare dietro, ma che in fin dei conti è la più concreta rappresentazione mai vista in musica della filosofia: ricerca continua, senza risposte.

1 comment on “The Flaming Lips – Embryonic

  1. Pingback: The Flaming Lips - The Flaming Lips & Heady Fwends – Non Siamo Di Qui

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