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The Rolling Stones – On Air

On Air colma un vuoto significativo nella discografia ufficiale dei Rolling Stones: tra i tantissimi live mancava del tutto il materiale registrato per la BBC.

Eccolo qui e se il titolo non è felicissimo – si chiama On Air anche il secondo volume delle BBC sessions dei Beatles, pubblicato nel 2013! – il materiale lo è: la differenza principale tra questa raccolta e tutto quanto circolato sul mercato bootleg è ovviamente la qualità del suono, oggi completamente restaurato dalle tracce originali con un processo (raccontato come) miracoloso.

Non troverete qui i riff incredibili di Richards (a parte Satisfaction), ma la loro radici: questi sono i Rolling Stones colti in tutta la loro potenza grezza e originaria, devoti fino al midollo al blues elettrico di Chicago un attimo prima dell’esplosione della swinging London. In questo senso On Air fa il paio con Blue & Lonesome, il loro ritorno alle origini dello scorso anno, e ascoltandoli uno dopo l’altro (prima questo poi quello) effettivamente non è cambiato nulla (Brian Jones a parte): non per niente si tratta della musica del diavolo.

Il paragone è tanto facile quanto interessante: con la prospettiva di oggi, la scelta dei brani inseriti in Blue & Lonesome è più ricercata, la selezione su On Air suona, a confronto, come roba da jukebox. Ma è solo perché anche grazie agli Stones abbiamo ormai assimilato il suono di gente come Bo Diddley, Jimmy Reed, Solomon Burke e Chuck Berry.

Il suo è ovviamente il nome più ricorrente qui: Around And Around, Carol, Beautiful Delilah, Come On, Memphis, TennesseeRoll Over Beethoven; a proposito, provate a confrontare quest’ultima con la versione dei Beatles (una qualunque, poco importa si tratti di quella su Meet The Beatles o dal vivo): quella dei Fab Four è molto più stentata. Il che non conferma solo lo status di semidio di Richards (e che si era fatto un discreto culo per imparare a suonare in quel modo), ma anche che gli Stones sarebbero comunque passati alla storia come la migliore rock’n’roll band dei sixties.

Everybody Needs Somebody To Love arriva molto prima della gloria goduta attraverso la rivisitazione ad opera dei Blues Brothers; su Cops And Robbers Jagger sfoggia una parlantina blues indistinguibile dall’originale; I Wanna Be Your Man stride con tutto il resto (anche con tutto il resto dell’intero catalogo degli Stones), perché scritta dalla coppia Lennon/McCartney ma è comunque un bel regalo; If You Need Me di Wilson Pickett è uno dei pochi lenti e lascia il passo ad una Walking The Dog con tanto di fischi e lascivia varia.

Se c’è una pecca di On Air è solo che per lunga parte è del tutto asettico: a differenza di altre registrazioni della BBC non contiene interviste, sono brevissime e molto rare le voci dei conduttori, il pubblico non si sente quasi mai. Non è, insomma, come accendere la radio e ritrovarsi a più di cinquant’anni fa: ma il focus è tutto sugli Stones e sul loro lavoro di interpreti (anzi, di messia). Tanto basta, in effetti.