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The Seahorses – Do It Yourself

Mollati e affondati gli Stone Roses, John Squire reclutò tre debuttanti assoluti e formò i Seahorses.

Do It Yourself, nonostante la produzione di Tony Visconti, non è nulla di particolarmente memorabile ma riscosse un buon successo mandando in classifica ben tre singoli – Love Me And Leave Me, Blinded By The Sun e Love Is The Law – e vinse un disco di platino (e l’unica giustificazione plausibile è la seguente: era il 1997).

Squire è indemoniato e lascia sfogare ogni influenza hard rock come e più che in Second Coming, ma gira a vuoto senza mai trovare un riff davvero efficace; la struttura dei brani – condivisa dall’ex Roses con Chris Helme, che fino al giorno prima suonava in strada, e in un caso addirittura con Liam Gallagher (sì: sta qui il debutto di our kid come autore) – cerca invano di inseguire i modelli del momento.

Insomma: anche se nel tempo Do It Yourself è diventato quasi un culto minore, è in effetti un’occasione sprecata; ma rimane come viva testimonianza della follia creativa di Squire: sua la scelta dei musicisti, sua la scelta del nome (The Seahorses è l’anagramma di he hates roses!), sua la copertina, suoi gli arrangiamenti e la direzione artistica.

Un po’ troppo, infatti questo album non avrà mai un seguito: «divergenze artistiche» separeranno Helme e Squire, e Minus Blue rimarrà inedito (p.s.: lo trovate qui).