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Tycho – Weather

La novità di Weather è che questa volta Tycho ha deciso di dare voce alle sue creazioni.

Scott Hansen dice che si tratta del disco che ha sempre voluto fare: ci è voluto non poco, ma è una cosa che aveva in testa dal debutto Past Is Prologue (2006) e per tutto il tempo trascorso da allora passato ad accumulare esperienza, ad affinare i suoni, a levigare i ritmi e trasformare il marchio Tycho da semplice alter ego ad una vera propria band (o quantomeno in una sorta di collettivo).

E durante questo percorso, prima si è trattato di mettere insieme le risorse necessarie per realizzare questa visione, poi di trovare la voce più adatta. La scelta è ricaduta su Hannah Cottrell, alias Saint Sinner, qui presente in cinque tracce su otto.

Il risultato è che Weather, rispetto ai suoi immediati predecessori, lascia meno spazio all’immaginazione. È come se la voce di Saint Sinner materializzasse ciò che prima era solo accennato dietro le architetture armoniche di Tycho.

Lui stesso deve essersi accorto di tutto ciò e di qui la scelta di lavorare in modo diverso sugli strumentali – tre inseriti nell’album (Easy, Weather, Into The Woods) e le versioni senza vocals dei singoli Japan e Pink & Blue comunque disponibili come b-side – come a voler strizzare l’occhio a tutti. Soprattutto, come se in fondo avesse qualche dubbio sulla direzione intrapresa.

Weather al suo meglio è un esercizio elettro-pop soffuso, fiero e sensuale. Ce n’è abbastanza per rimanere soddisfatti del presente e curiosi per il futuro.