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Video: Graham Coxon x That Pedal Show

Se non siete appassionati di chitarre, probabilmente non avrete mai sentito parlare di That Pedal Show: tramite il loro canale youtube ed in podcast (e sul sito thatpedalshow.com), ogni settimana Daniel Steinhardt (boss di TheGigRig e chitarrista di professione)  e Mick Taylor (no, non quello che suonava nei Rolling Stones, ma l’ex capo redattore di Guitarist Magazine) presentano / esplorano / provano (o semplicemente chiacchierano di) amplificatori, pedali, chitarre e attrezzature varie, tutto in base al loro gusto personale.

Quanto è geek questa cosa? 1000%.

Chiarito questo, certamente però conoscete i Blur e (quindi) Graham Coxon, che è passato a trovare Steinhardt e Taylor qualche settimana fa. Ne è uscita una chiacchierata densissima e godibilissima, in cui Coxon mette subito in chiaro di aver sempre avuto un approccio molto casual alla chitarra e di aver scoperto solo in tempi (relativamente) recenti tutto il mondo che trascende le sole sei corde.

Come racconta, lui ai accontentava di passare le ore a suonare insieme le canzoni dei Jam e degli Who, non aveva quasi idea di cosa fosse un distorsore finché non gli capitò di registrare il suo primo album (usò un Rat, ma solo perché era lì nei paraggi: «avrebbe potuto essere uno di quelli verdi», cioè il Tube Screamer) e scoprì gli amplificatori Marshall solo perché voleva lo stesso suono di I Want You (She’s So Heavy) dei Beatles (qui entra in scena un roadie, con tanto di notevole imitazione).

Uno così, insomma, molto minimale. Uno che guardava gli Oasis e «quegli altri gruppi lì» e pensava «il chitarrista secondo me si sta annoiando tantissimo, ed è per quello che mi sono interessato di più ai suoni che venivano dall’America» (alla fine partorendo un album come Blur), uno che ha scelto la Telecaster perché pesava meno delle altre chitarre, uno che «quando sono tornato a suonare con i Blur è stato come imparare le canzoni di qualcun altro e ho maledetto il me stesso più giovane!» e avanti così per un’ora (più extra!), compresa la storia assurda dell’assolo di Coffee & Tv, dell’intro di Beetlebum ed il considerare la chitarra alla stregua di un pennello.