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Video: l’arte di Butch Vig

Interessante ripescare questa intervista a Butch Vig realizzata nel 2015 da Waves Audio (uno dei leader nella realizzazione di plugin per la produzione musicale).

Nonostante sia una dei produttori più importanti degli ultimi trent’anni, Vig è sempre stato molto restio a prendersi la scena; atteggiamento da non scontato per uno che può fregiarsi di aver contribuito in maniera decisiva al successo di Nirvana, Smashing Pumpkins, Green Day, Sonic Youth e Foo Fighters. Tanto basterebbe, se non fosse che il suo curriculum è molto più lungo ed articolato e comprende – per non farsi mancare nulla – la lunghissima e fruttuosa militanza come batterista dei Garbage.

Ma alla fine di questa mezz’ora scarsa capirete: le sue visioni, le sue idee ed anche le sue ossessioni sono sempre al servizio delle canzoni e degli artisti che lo richiedono. Nell’intervista c’è tutto il suo percorso professionale: degli esordi in quel di Madison, Wisconsin, dove si è formato – sia scolasticamente, frequentando il college soprattutto per consultare tutti quei libri sulle tecniche di registrazione del suono, sia artisticamente, con la sua prima band (Spooner) – e dove ha poi deciso di fondare gli Smart Studios («dicevamo alle band del posto: “venite a registrare: portate una cassa di birra, il nastro e cinque dollari all’ora. Dopo un po’ non ci stavamo più dietro»), fino alla prima occasione che davvero ebbe per lavorare ragionando sui suoni e non fare tutto in fretta e furia (Gish); dall’inaspettato successo di Nevermind (dopo il quale ha potuto permettersi il lusso di scegliere lui cosa/chi produrre e chi no) a come riesce a destreggiarsi tra i molti ruoli nei Garbage ed alle differenze fondamentali che corrono tra i diversi ruoli dentro uno studio di registrazione.

Quello di Butch Vig è il racconto di una vita intera che finalmente fa luce su un’arte (che dovrebbe essere) completamente al servizio degli altri senza finire in copertina.