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Video: Oasis live at Glastonbury 1994

Quando gli Oasis si esibirono per la prima volta al festival di Glastonbury, il 26 giugno 1994, mancavano ancora due mesi alla pubblicazione di Definitely Maybe. Era domenica pomeriggio, erano appena la seconda band in cartellone a salire sul palco sponsorizzato dal New Musical Express (che un paio di settimane prima aveva dato loro la copertina) ed i ragazzi avevano alle spalle due soli singoli – però grandiosi: Shakermaker e Supersonic. Era anche la prima volta che il festival veniva trasmesso in tv.

Da quel concerto sono passati esattamente venticinque anni e la sua registrazione, apparsa per la prima volta per intero su Youtube nel 2016, è la testimonianza vivida di una band che di lì a pochissimo si sarebbe presa tutto quello che c’era da prendersi (vendite, fama, soldi, donne, droghe, qualunque cosa in proporzioni bibliche), ma non aveva ancora nulla (a quanto pare nemmeno un secondo microfono per Noel – sentire Liam farsi da solo i backing vocals è abbastanza esilarante).

Avevano fame, molta, e attitude a strafottere: il testo di Shakermaker è quello di I’d Like To Teach The World To Sing, che erano stati costretti ad espungere per evitare un clamoroso caso di plagio; ad un certo punto Noel attacca Cigarettes & Alcohol – oppure è Get It On dei T.Rex? – giusto per il gusto di mandare ai matti il pubblico, che poi effettivamente sbrocca dieci minuti più tardi. Ah, Cigarettes & Alcohol sarebbe stata pubblicata come singolo solo ad ottobre! I due fratelli lasciano il palco mollando gli altri sulla coda di I Am The Warlus, Liam saluta a suo modo, Noel non ci pensa nemmeno.

Già, gli altri; la spina dorsale originale degli Oasis: Bonehead ancora non completamente pelato, il sempre invisibile Guigsy e Tony McCarroll. Vale la pena notare proprio lui, perché non sembra affatto un pessimo batterista: è ruvido, primordiale, punk. Anche a giudicare solo da questa performance, non sembra per nulla campata in aria la teoria di Alex Niven secondo cui gli Oasis siano diventati una band dal suono notevolmente più canonico con l’ingresso di Alan White, più dotato tecnicamente ma molto meno istintivo.

Ci sono altri mille dettagli a cui fare caso: il look, la voce di Liam, qualche passaggio stentato di Noel, Digsy’s Dinner.. tutto condensato in poco più di venti minuti, una meravigliosa macchina del tempo.