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Alwways – Antisocialites

I tre anni trascorsi dal debutto, datato 2014, a questo Antisocialites sono evidentemente serviti agli Alvvays per affinare ancora di più la scrittura, per compattarsi e per trovare la quadra a livello di produzione.

Il risultato è meraviglioso: un album zeppo di hooks dai contorni ruvidi, che sbucano da tutte le parti e finiscono per colpire come un pugile particolarmente spietato.

È il caso della tripletta iniziale (In Undertow, Dreams Tonite, Primsoll Punks) e poco più avanti della irresistibile Lollipop (Ode To Jimmy), che da sole fanno una cornucopia melodica in grado di oscurare tutto il resto pur se sta sulla medesima lunghezza d’onda.

Il romanticismo, il cuore sempre in mano, i drammi post-adolescenziali: è tutto ancora al suo posto, anzi più forte di prima.

Ma in Antisocialites Alvvays non fanno prigionieri: meno dreamy e decisamente più concreti della prima volta che li avevamo incrociati, scappano via su chitarre crunchy e ritmi fulminei riuscendo a farsi ricordare a dispetto della loro spinta leggiadria, perché disegnano contorni ruvidi come a ricordare che speranza e sofferenza sono due facce della stessa medaglia.