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artwork: Led Zeppelin (1969)

C’è stato un tempo in cui i dirigibili rappresentavano la tecnologia e la velocità con la quale l’uomo correva incontro al futuro.
E la mattina del 6 maggio 1937 l’intera Manhattan si trovò naso all’insù a veder passare nel cielo una sfavillante modernità forgiata dalle officine tedesche: l’Hindenburg LZ 129.

Giunto sulle coste statunitensi dopo una traversata atlantica durata tre giorni, questo enorme dirigibile da trasporto passeggeri era in servizio da oltre un anno e già aveva girato mezzo mondo. Partito da Francoforte con 97 persone a bordo, era atteso a Lakehurst, New Jersey: il primo di molti viaggi programmati tra l’America e l’Europra.

Pavoneggiatosi a dovere sui cieli di Boston e New York, il capitano Max Pruss diresse finalmente l’Hindenburg verso la pista d’atterraggio, fino a quel momento inaccessibile per le cattive condizioni del tempo.

Avviate le operazioni per portare il dirigibile a terra, i sogni di modernità si infransero in 35 secondi (37, secondo altri): la coda dell’enorme del velivolo s’incendiò, le fiamme avvolsero l’Hindenburg in un attimo facendolo precipitare a terra causando decine di morti. Ad oggi i motivi del disastro non sono chiari, solo molte teorie sul perché e il per come.

E non esistono testimonianze filmate dell’evento, solo la fotografia che i Led Zeppelin decisero di utilizzare per il loro album di debutto.
Uno scatto che ferma un istante con tragica perfezione: il momento in cui le fiamme che si propagano del pallone dell’Hindburg stanno per spezzarlo in due davanti agli spettatori attoniti di un evento (nelle aspettative) festoso.

Ovviamente la foto non fu una scelta casuale: l’idea di chiamare la band Lead Zeppelin (unendo la pesantezza del piombo al nome dei costruttori tedeschi di quelle incredibili macchine volanti leggere, con lo stesso effetto di Iron Butterfly) girava nella testa di Jimmy Page da un po’, e si convinse a modificare lead in led solamente perché negli USA ne avrebbero storpiato la pronuncia.

La famiglia Zeppelin non la prese benissimo, sia per l’immagine che per il nome. Nel 1970 la band dovette presentarsi a Copenhagen sotto lo pseudonimo The Nobs a causa delle dispute legali con la contessa Eva Von Zeppelin, discendente dei creatori di dirigibili.

Ma al moento del debutto dei Led Zeppelin tecnologia e modernità vere avevano già fatto capolino, e i dirigibili simboleggaivano un tempo ormai lontano, una tradizione leggera che Page, Plant, Bonham e Bonzo si apprestavano a far definitvamente schiantare, proprio come l’Hindenburg.

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