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Burial – Street Halo

street_haloDobbiamo attendere ancora un po’ per il nuovo album di Burial, ma tra remix e collaborazioni non possiamo dire di sentirne troppo la mancanza o il bisogno: lascia il suo marchio indelebile (quel ritmo) su qualunque cosa tocchi o manipoli.

Intanto, ecco servito questo ep, Street Halo (ovviamente per la Hyperdub), che a conti fatti è l’unica uscita discografica che porti il solo nome Burial da Untrue.

Ovviamente è improbabile rappresentare con segni grafici (parole) com’è Street Halo.

Si può dire che nella sostanza il suono di Burial pare non essersi mosso di un millimetro: ritmo sincopato, ovattato e scricchiolante, bassi abissali e voci profondamente soul che emergono in superficie, come bolle, per dissolversi in un attimo. Nemmeno il tempo di rendersi conto che fossero lì solo un attimo prima. Come micro frammenti vocali da un nastro registrato male.

Eppure grattando sotto la superficie di questre tre tracce ci si può accorgere dei microscopici dettagli con i quali Burial sfida le nostre vite assorte.

Infatti, se la title track dopo 3′ non si fermasse come a tirare il fiato, prendere una rincorsa e aggiungere un beep in più, nemmeno noteremmo che è un deciso uptempo rispetto a quanto siamo abituati. Poi in un attimo si riavvolge e sparisce in NYC: eterea, narcolettica, affossante e microscopicamente tintinnante. E infine Stolen Dog: 6’21” inquietantissimi e sintetici (annotiamo scricchiolii sinistri, fruscii, cose che rimbalzano nel vuoto).

E poi basta.

Burial svanisce di nuovo lasciandoci a pensare che il suo enorme raccogliere frammenti, manipolarli fino a farli puzzare di realtà sia l’unica arte significativa di questi anni.

1 comment on “Burial – Street Halo

  1. Pingback: Burial - Tunes 2011-2019 – Non Siamo Di Qui

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