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Matt Everitt – The First Time: Songs & Stories From Music Icons

È chiaro che Debbie Harry preferirebbe non essere qui. In piena botta da jet-lag, costretta in microscopico camerino, mi fissa annoiata mentre una conduttura dell’aria condizionata incombe su di lei. Ha appena finito una conferenza stampa ed una serie di micro interviste con una sfilza di giornalisti. Avventurarsi in una dettagliata conversazione sulla sua vita non è il massimo. Si sta sforzando di sembrare interessata, ma chiaramente non lo è. […]

Chiusi in questa specie di sgabuzzino le risposte si fanno sempre più brevi, poi diventano solo monosillabi annoiati, poi scompaiono del tutto. Detto questo, Debbie ha un modo meraviglioso di essere annoiata: non è petulante, è annoiata tipo ‘Andy Warhol sullo sfondo dello Studio 54’. Molto cool.

Riascoltata l’intervista il giorno dopo, mi rendo conto che è inutilizzabile. Seguono 24 ore di telefonate disperate con il suo management per cercare un altro momento disponibile prima che lei ritorni a New York. Due giorni dopo mi trovo ad aspettarla nella hall di un albergo di Kensington per un secondo tentativo. Arrivo alle sette di sera e alle nove Debbie appare dall’ascensore, mi vede, mi raggiunge con una camminata altezzosa, mi squadra da dietro gli occhiali da sole e con un sorriso feroce mi fa: ‘ci siamo già visti?’.

Mollati i Menswear a metà anni ’90 – proprio quando sembrava potessero cavalcare l’onda britpop con un certo successo – all’inizio del nuovo millennio Matt Everitt ha iniziato un nuovo percorso: speaker radiofonico prima per XFM, poi nel 2007 il salto a BBC Radio 6 Music dove tutt’ora conduce The First Time.

Si tratta di una serie interviste ai grandi del panorama musicale, condotte partendo dalle prime volte (il primo album acquistato, la prima band o la prima volta con la band che li ha resi famosi, i primi ascolti da piccoli) e che da lì prendono spunto per brevi conversazioni su momenti essenziali della percorso artistico degli ospiti.

The First Time – edito a fine 2018 – è un’avvincente selezione di quelle chiacchierate; i nomi sono di grandissimo rilievo, ma la vera forza di questo libro sta nella quantità potenzialmente infinita di musica alla quale espone, sia quella citata (ogni ospite sceglie di brani per il programma, raccolti in playlist alla fine di ciascun capitolo, tutte sul profilo Spotify creato ad hoc), sia nel senso che questi racconti di prima mano – spesso sorprendenti, intimi e senza filtro – finiscono per destare molta curiosità sulla vita artistica (e non) degli intervistati.

Elton John risulterà molto più interessante di quanto ricordavate («una volta, fattissimo, ho messo su Trans-Europe Express. Pensavo di aver visto dio»), Yoko Ono vi apparirà più terra-terra delle sue stesse creazioni, scoprirete direttamente da Sinead O’Connor cosa significa essere cresciuti in Irlanda negli anni ’70 («una teocrazia») e che solo scrivendo la sua autobiografia Brian Wilson si è reso conto che sarebbe stato meglio non drogarsi (così tanto).

Ancora: Charlie Watts che odiava Elvis Presley e John Lydon che rifiuta di ammettere la grandezza dei Beatles; Courtney Love, le sue avventure da stripper a Hong Kong l’insospettabile adorazione per Bittersweet Symphony; Michael Stipe che descrive il primo concerto dei R.E.M. come «non una gran cosa, probabilmente. Molto punk rock. Nel senso… un mucchio di ragazzi che avevano organizzato una festa, che hanno finito per scassarsi, per dormire gli uni con gli altri, scassarsi ancora, per poi svegliarsi pieni di sensi di colpa»; la quotidianità di Neneh Cherry cresciuta nello stesso palazzo in cui abitavano Ornette Coleman e John Coltrane.

È solo la punta dell’iceberg. Nel mezzo di tutto questo c’è l’autore – perché The First Time è anche un bello spaccato delle disavventure di uno che, anche se guarda tutto e tutti con gli occhi da fan, per mestiere deve avere a che fare con questa gente qui, quindi destreggiarsi tra ritardi cosmici, entourage galattici (quello dei Metallica ad esempio), poderosi hangover (Josh Homme), magari finendo poi per dimenticarsi di portare con sé le batterie di riserva del registratore mandando in malora la possibilità di un’esclusiva con gli allora sconosciuti Arcade Fire.

Chiuso il libro – eccezionale anche per la grafica – ne vorrete ancora; fortunatamente la BBC non pare aver intenzione di fermare Matt Everitt ed il suo The First Time (che anzi da pochissimo è disponibile in podcast).