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Royal Blood – Royal Blood

Royal_BloodChe poi a vederli sembrano due skater di provincia – e forse è davvero così, dato che questi due vengono dritti da Brighton, tranquilla cittadina sul mare dove mods e rockers se le davano di santa ragione in Quadrophenia.

Ma a parte questo, i Royal Blood vengono da Brighton e con la grazia di un t-rex vi devasteranno casa, ufficio, auto, supermercato, ovunque li porterete.

E lo faranno nonostante la copertina elegante, raffinata e bright del loro debutto.

E lo faranno nonostante in questo disco non usino nemmeno una chitarra (ma che non vi vengano in mente i Keane, davvero): batteria (Ben Tatcher) e basso (Mike Kerr) e via andare.

Ecco, se in Seven Nation Army Jack White faceva suonare la sua chitarra come un basso, qui siamo di fronte all’esatto contrario e il risultato è grezzo, di una potenza inaudita e se non poteste vedere che questi due sono fondamentalmente una sezione ritmica non ci credereste.

Anche perché, appunto, da quel basso Kerr tira fuori cose improbabili: creature agonizzanti (Figure It Out, da 2’12” in poi), reminiscenze dei Led Zep (molte, ma soprattutto Little Monster, minuto 2,06), riff che starebbero perfettamente sul dancefloor (Ten Tonne Skeleton) ed altri seriamente hard rock (Come On Over), ma anche cavernosi ricordi dei già menzionati White Stripes (Loose Change).

Dieci tracce, 33′, pura battaglia anche se riducete all’osso Royal Blood e ne tirate fuori solo i cinque (!) singoli estratti: trovate riparo.

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