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Video: alle origini del sampling.

Piccolo divertissement di archeologia musicale.

Questo servizio trasmesso da una Tv australiana nel 1989 o giù di lì (le uniche info disponibili) apre una finestra temporale interessante sulle prime reazioni all’uso del sampling, quando ancora si trattava di una tecnica relativamente nuova.

Tra i primi ad usarla con enorme successo – e infatti i primi ad essere tirati in ballo – i Coldcut (il loro What’s That Noise? è ancora un capolavoro) e artisti rap come i De La Soul e i Public Enemy.

Il documentario è interessante perché sente entrambe le voci – quelle di chi il sampling lo usava in abbondanza e quelle di chi lo “subiva” – intorno ad una questione (soprattutto allora) fondamentale: si tratta di un furto? Chi campiona un brano altrui deve pagare?

C’è chi mostra un certo interesse agnostico (Andy Partridge degli XTC: «il sampling è come un collage fotografico»), chi, a prescindere, ne evidenzia i possibili vantaggi («James Brown was finished, James Brown was old.. rap and sampling made James Brown new again!» dice un giovanissimo Will Smith), chi mette in luce, un po’ risentito, che si tratta di un grosso esercizio di fai da te (che, intuiamo noi, minaccia la discografia: Bob Clearmountain, produttore e ingegnere del suono per gli Who, i Rolling Stones, Bruce Springsteen, Bon Jovi, ecc…).

Molte delle questioni che ritroverete in questo video sono oggi risolte… o quasi. Nondimeno, si tratta di una divertente testimonianza (anche visiva) di un’epoca remota (se consideriamo i tempi del music business).

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