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Video: a lezione di basso con Thundercat

Thundercat ha appena pubblicato il suo quarto album, It Is What It Is, ma di lui ci si è un po’ tutti accorti solo cinque anni fa ascoltando To Pimp A Butterfly: se si parla di quel disco come il capolavoro di Kendrick Lamar (e il capolavoro della black music del nuovo millennio), molto del merito è di questo trentacinquenne nato Stephen Lee Bruner.

Da allora Drunk (2017) e oggi – appunto – It Is What It Is. Tra le varie interviste per promuoverlo, questa per la serie Under The Infuences di Pitchfork brilla di luce propria.

Improbabili sneakers con cinque centimetri di suola, altrettanto improbabile felpa color flamingo, intorno al collo cuffie leopardate (?), smalto sulle unghie e sorriso sornione: Thundercat racconta quali sono i giri di basso che adora, quelli dai quali ha imparato, quelli che ancora lo mandano fuori.

I Cream di Sunshine Of Your Love, Herbie Hancock e la sua immortale Chameleon, il (solito) incredibile Jaco Pastorious; e poi almeno un paio conosciutissime ma improbabili (il dimenticato Bernard Wright e gli altrettanto dimenticabili The System), alcune chicche come Lady di D’Angelo e Strawberry Letter 23 dei The Brothers Johnson.

Poi alcune questioni fondamentali tipo slapping si o no?, il numero magico 808, gli arpeggi, l’incredibile discorso sulle false armoniche: guardate che roba.

E Per facilitare l’ascolto di queste tracce che per Thundercat sono fondamentali, le abbiamo raccolte in una playlist che trovate qui sotto.

Abbiamo parlato dei nostri giri di basso preferiti qui e se invece siete alle prime armi vi consigliamo la preziosissima lezione di Alex James (Blur).