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Badly Drawn Boy – It’s What I’m Thinking (Part One Photographing Snowflakes)

badlydrawnboypartone-300x300Ascoltando ora Damon Gough, un disco come The Hour Of Bewilderbeast (sfrenato, schizoide, uno dei migliori 10 dello scorso decennio) sembra ormai lontano anni luce, così come le melodie incredibili ed il pathos di Born In The U.k. (2006).

Poi sul finire dello scorso anno annuncia che It’s What I’m Thinking sarà composto di due parti, e la prima è questo Photographing Snowflakes.

A livello di scrittura, va a corrente alternata. Ma è la conferma che Badly Drawn Boy sa inzuppare ogni suo album in un’atmosfera diversa e credibile (ecco perché se la cava ottimamente con le colonne sonore).

Qui mette da parte le melodie facili, le chitarre folk, calca la mano sulle orchestrazioni e su drum machines vagamente anni ’80 e il risultato è un album sognante, etereo (pieno di echi) e in fin dei conti per nulla facile (a partire dal singolo Too Many Miracles: 3’44” leggerissimi, ma che non possiamo fare a meno di immaginare come sarebbero senza l’orchestra e con pianoforte e chitarra in primo piano).

La sensazione è che il titolo sia (ancora una volta) perfetto: cercare di immortalare i fiocchi di neve in foto è difficilissimo e si finisce per stare lì a fissarli a lungo mentre cadono, tentando di cogliere l’attimo, immersi, sospesi, ovattati.

Quindi Badly Drawn Boy continua a cambiare e noi a cercare di capire dove andrà a parare la prossima volta, e affascinati (ma meno del solito) attendiamo It’s What I’m Thinking Part Two.

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