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No Joy – More Faithful

no-joy-more-faithfulRegistrato tra Brooklyn ed il Costa Rica, More Faithful conferma che le No Joy hanno trovato un loro personalissimo approccio allo shoegaze.

Personalissimo e molto, molto intrigante.

Se Wait To Pleasure suonava in qualche modo come un viaggio a gravità zero, questo terzo lavoro mette in primissimo piano le voci: polifonie su un tessuto di mantra increspati, che rendono More Faithful una specie di inestricabile ed assurdo intreccio tra  Loveless e Pet Sounds.

Dal riverbero cavo di Everything New al suo refrain stellare, dalla cavernosa di I Am An Eye Machine al tira-e-molla di Moon In My Mouth, dalla velocità del primo singolo Hollywood Teeth alla teatralità punk di Judith, le No Joy non sembrano più cercare un equilibrio tra rumore e melodia, quanto piuttosto tra potenza e dolcezza.

Potrà sembrare una minuzia, ma è una declinazione importante, perché impongono così nuova linfa al loro universo sonoro – che vive di shoegaze, di per sé abusato.

Dopo ripetuti ascolti fatti ogni volta di tonnellate di chitarre, spinte inquiete e pura ascensione, More Faithful si rivela per quello che è: un pugno in faccia che si trasforma in una carezza.
O viceversa, scegliete voi: nella vita servono entrambi.

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