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100 Best Of da riscoprire (3)

In questa serie di articoli vi proponiamo un centinaio di best of / greatest hits che secondo noi vale la pena ripescare a dispetto dei tempi attuali, fatti di playlist e selezioni più o meno random. Qui troverete la prima parte (con spiegoni vari) e qui la seconda.

Vamos con la terza!

Talking HeadsThe Best Of Talking Heads (2004)

Dei Talking Heads si tende spesso a lodare l’intelligenza e l’approccio innovativo, un po’ scordandosi della loro efficacia. Delle loro canzoni. The Best Of Talking Heads ha il grande merito di riportare l’attenzione su quelle e di non dimenticarsi nulla, mettendo in luce che c’è dell’ottimo anche nei loro dischi meno celebrati/apprezzati (Nothing But Flowers da Naked e Wild Wild Life da True Stories). Una raccolta che è praticamente il paradiso dell’art-pop.

BlurBlur: The Best Of (2000)

Una raccolta che meriterebbe di essere ricordata anche solo per l’artwork, opera di Julian Opie diventata immediatamente iconica ed esposta anche alla National Portrait Gallery di Londra. I Blur hanno prodotto cose eccellenti anche dopo la follia degli anni ’90 (alla quale contribuirono in modo decisivo): due album come Think Tank e The Magic Whip sono lì a dimostrarlo, ed anche due brani-off come Fool’s Day e Under The Westway. Di fatto, i loro ultimi vent’anni si riducono a questo e vanno presi in blocco. Non può dirsi lo stesso della loro produzione 19911999 (abbiamo già disquisito di Parklife, e Blur rimane un album stranissimo e affascinante), molto meglio i singoli. Eccoli qui, a dimostrare che esiste una sintesi perfetta tra i Kinks e i Duran Duran.

The ClashThe Singles (2007)

The Singles vuol dire anche quei brani che non stanno in nessun album dei Clash (se non nelle versioni USA): Bankrobber(White Man) In Hammersmith PalaisComplete Control. Tanto basta, è roba fondamentale. Aggiungete che chi ha avuto il coraggio di ascoltare Cut The Crap salva solo This Is England, e qui c’è. Anche in questo formato minimale, the only band that matters.

Primal Scream – Maximum Rock’n’Roll: The Singles (2019)

Esplorare la discografia dei Primal Scream è come infilarsi in un clamoroso juke box e questa raccolta lo conferma. Questa, e non Dirty Hits (2003), perché qui sta tutto, compreso il mitologico singolo d’esordio Velocity Girl e le cose prodotte nel nuovo millennio, spesso molto buone e talvolta addirittura ancora egregie (prima di tutte XTRMNTR).

Frankie Valli & The Four SeasonsThe Very Best Of Frankie Valli & The Four Seasons (2003)

Ci sono voluti il film Jersey Boys e una lunga serie di successivi musical per riscoprire l’incredibile storia e il talento straripante di Frankie Valli e dei suoi accoliti (tra questi il compositore / produttore Bob Gaudio, che avrebbe scritto per nomi tipo Michael Jackson, Roberta Flack, Nina Simone, Temptations). Una su tutte, che anche i sassi sanno canticchiare: Can’t Take My Eyes Off You. Considerate che anche il resto – tra cui Grease, December, 1963 (Oh, What A Night), Sherry, Big Girl, Walk Like A Man – non ci va molto distante.

883Gli Anni (1998)

C’è poco da fare (gli schizzinosi), gli 883 sono gran parte degli anni ’90 italiani, un successo enorme e trasversale. Se ancora avete qualche remora, sappiate che ormai sono stati ampiamente sdoganati (Con Due Deca). Certo, ci ostiniamo a parlarne al plurale nonostante tutte queste melodie, queste metriche improbabili, queste paranoie e menate siano parto della mente (e del cuore) di Max Pezzali da Pavia. Dopo il ’98 ha perso molto, o forse quella generazione è cresciuta, magari è anche uscita dalla provincia, e quelle successive lo hanno guardato (decisamente) con più freddezza. Però, cari coetanei, quello che c’è da ricordare degli 883 sta tutto qui, ne Gli Anni, ed è un lascito importante.

PavementQuarantine The Past (2010)

Qualcuno storcerà il naso, perché è davvero improbabile stilizzare i Pavement. Mettere da parte i loro album vuol dire di privarsi di milioni di dettagli che, messi insieme, in effetti, fanno i Pavement. Ma c’è un motivo per cui questa raccolta è finita anche tra i nostri 30 album di chitarre preferiti: perché a chiedersi dove sia il segreto definitivo di quel mix di chitarre sghembe + attitudine scazzata + liriche geniali che da allora ha fatto proseliti, la risposta è Quarantine The Past. Preso così, per molti versi è il manifesto di un certo modo di piegare sei corde alla propria sensibilità.

Ian BrownThe Greatest (2005)

Come dimostra anche il più recente Ripples, il percorso solista dell’ex Stone Roses va bene preso a piccole dosi. Può essere un mezzo disastro, un colpo da maestro (My StarDolphins Were Monkeys, Whispers) o addirittura un lampo abbagliante tanto quanto un miracolo (F.E.A.R., Keep What Ya Got). Solo o con altri, gira che ti rigira, Ian Brown ha scritto un pezzo determinante della musica inglese (e di lì, mondiale). Il titolo di questo suo best of sarà pure l’ennesima spacconata, ma ha solidi argomenti.

Dire StraitsSultans Of Swing: The Very Best Of Dire Straits (1998)

Questo very best of ha messo insieme qualcosa come quattro milioni di copie vendute solo in Europa, quindi pare improbabile includerlo in una lista di dischi “da riscoprire”. Ma i Dire Straits – in sé – hanno sempre avuto qualcosa di molto poco affascinante; la loro musica è sembrata sin subito adult-oriented, sembrava anche che il rock’n’roll lo conoscessero molto bene a livello teorico, ma che nella pratica non li riguardasse. Roba da ragionieri, insomma. E anche per questa ragione non c’è un loro album che convinca dall’inizio alla fine, tranne (appunto) la raccolta del meglio del loro meglio. Perché alla fine Mark Knopfler e la sua Stratocaster un posto nella storia se lo meritano, e qui c’è il perché.

Julian CopeThe Collection (2002)

A proposito di roba da prendere a piccole (o forse piccolissime) dosi: Julian Cope, ex frontman dei Teardrop Explodes. Freak letteralmente capace di tutto e del suo stesso contrario, sciamano tanto intelligente quanto sbruffone, gli va comunque riconosciuta una enorme dose di talento a prescindere da cosa ne abbia fatto. The Collection raccoglie i suoi momenti più lucidi, a tratti irresistibili (World Shout Your Mouth, SunspotsEast Easy Rider).